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Nel mirino le categorie sindacali dei tassisti

Taxi, parte l’inchiesta sugli scioperi di gennaio

La replica: “Una decisione inopportuna”

Taxi, parte l’inchiesta sugli scioperi di gennaio
13/03/2012, 15:03

ROMA - Lo aveva annunciato e lo ha fatto. L’Autorità di garanzia degli scioperi ha deciso di aprire un procedimento nei confronti delle principali categorie dei tassisti: nel mirino, le proteste selvagge e i blocchi totali del 12 e del 19 gennaio scorsi, in diverse città italiane, quando i tassisti decisero di incrociare le braccia contro le liberalizzazioni di Mario Monti.
In quei giorni fu la stessa Commissione di garanzia degli scioperi ad intervenire a più riprese, minacciando interventi contro le modalità con le quali i tassisti avevano deciso di scioperare: per esempio, il mancato preavviso di 10 giorni previsto, obbligatoriamente, dalla Commissione di garanzia stessa. La decisione di intervenire con un procedimento è stata presa lunedì scorso e dovrebbe essere notificata nei prossimi giorni alle associazioni dei taxi: queste potrebbero essere convocate e alla fine è probabile che la Commissione deliberi sanzioni che vanno da 2.500 e 25 mila euro. C’è una differenza con il passato: in questo caso il procedimento che si è deciso di mettere in atto non è rivolto contro i singoli, ma contro le categorie sindacali.
Stando a quanto viene fatto sapere, il procedimento aperto dall’Autorità di garanzia si baserà fondamentalmente sugli elementi forniti dalle Prefetture e sulle segnalazioni degli utenti in merito ai blocchi: infatti, non furono pochi i disagi causati alla normale circolazione e ai cittadini nelle diverse città interessate.
Immediata arriva la replica dei diretti interessati. “Una decisione inopportuna nei tempi, perché a scoppio ritardato, e anche nel merito, sembra che questa categoria non possa essere lasciata in pace, siamo dei perseguitati”: così il responsabile del settore taxi della Fit Cisl, Marino Masucci commenta l’apertura di un procedimento di valutazione. “Questa categoria va lasciata in pace - aggiunge Masucci - invece è vista sempre come un totem da abbattere”.

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di Antonio Formisano
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