Cronaca / Cronaca

Commenta Stampa

«Ma come, la politica antibassoliniana copia Bassolino?»

Teatro Trianon: Nino D'Angelo scrive alle istituzioni su facebook


Teatro Trianon: Nino D'Angelo scrive alle istituzioni su facebook
07/09/2010, 20:09

NAPOLI - Il Trianon sembra rappresentare uno spettacolo senza lieto fine. «La politica del fintofare e del disfare - scrive l'ex caschetto biondo - è riuscita a non farci fare il cartellone. Stanno per rispegnere la luce a Forcella e dintorni».
LA MOSTRA DI PIEDIGROTTA - «Io, in qualità di direttore artistico del teatro – aggiunge Nino - leggo, sulle pagine dei giornali napoletani, che i nuovi 'padroni' della città faranno una mostra al Trianon, facendola rientrare nel programma dell’arrangiata festa di Piedigrotta. Così sarà l’Ept a portare un po’ di soldi nella cassa del teatro per pagare almeno gli operai ancora per qualche mese. Faranno passare anche questa come un’idea nuova. In verità due anni fa abbiamo fatto la stessa cosa, sempre con l’ Ept, facemmo una mostra sugli emigranti curata da Federico Vacalebre, e allora fu proprio Bassolino a volerla. Ma come, la politica antibassoliniana copia Bassolino?».
CHI PAGA I DEBITI DEL PASSATO? - «Intanto il teatro è fermo e nessuno ci dice niente. Leggo che il teatro ha troppi costi rispetto ai ricavi, ma nessuno dice che la maggior parte dei costi sono per le maestranze, i telefoni, la luce, la pulizia, la direzione artistica e il consiglio di amministrazione. Costi che non diminuiscono se cambia l’attività del Trianon (cioè da teatro a museo della canzone Napoletana). In più ci sono i debiti del passato: mutui e interessi alle banche, debiti con le compagnie e con il sottoscritto e proprio l’onorevole Taglialatela ha pubblicamente promesso di estinguere. Promesse che al momento non sono ancora state mantenute».
A FIORELLO LA DIREZIONE? - Per quanto riguarda il cartellone, grazie ai 4000 abbonati non credo che le spese possano superare l’incasso. Ma comunque ricordo a tutti che il Trianonviviani rinasce per essere un teatro sociale e non commerciale, e un teatro sociale dovrebbe vivere di contributi Pubblici. E poi non penso che ci siano teatri pubblici a Napoli che si mantengono con gli incassi, perché il Trianon dovrebbe farlo? Leggo infine che ancora l’assessore all’Urbanistica Taglialatela, il quale non ci azzecca niente con il TrianonViviani, è andato fino a Venezia per offrire a Fiorello la direzione artistica del teatro. Ma forse al fratello Beppe? In quanto Rosario (Questo è il vero nome di Fiorello) a Venezia per il momento non ci è andato proprio».



 

Commenta Stampa
di Caterina Cannone
Riproduzione riservata ©