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Tecnologia: Stop a piano nazionale banda larga


Tecnologia: Stop a piano nazionale banda larga
07/11/2009, 13:11


BENEVENTO - “La scelta del Governo di rinviare a “dopo la fine della crisi” il finanziamento del piano di estensione della banda larga su tutto il territorio nazionale mortifica le attese di milioni di cittadini italiani e dimostra la scarsa lungimiranza di un Governo incapace di comprendere la natura di una crisi dalla quale si esce anche investendo sulle innovazioni e sulle nuove opportunità – dichiara l’on. Costantino Boffa. In pratica, il Governo sta tornando sui propri passi in merito ad un finanziamento di 800 milioni, frutto anche dell'impegno e delle tante iniziative intraprese sul tema nelle Aule parlamentari, stanziati nell'ambito di un più ampio progetto da 1,47 miliardi di euro, finalizzato a portare la banda larga a 20 Megabit al 96% della popolazione entro il 2012 e garantendo a chi ne resta fuori comunque una connessione a 2 Megabit”.
“E’ questa una decisione in netta controtendenza rispetto a quanto sta accadendo negli altri paesi europei – aggiunge - dove i piani per l'estensione della banda larga sono considerati un’assoluta priorità strategica su cui puntare per rilanciare le economie e venire fuori dalla crisi. In Finlandia, ad esempio, il Governo ha da poco approvato un provvedimento che sancisce il diritto per tutti i cittadini di usufruire dell'internet veloce declinando in concreto il principio che riconosce l'accesso alla banda larga come diritto universale. Stiamo parlando di un paese già all'avanguardia nel settore delle infrastrutture immateriali, settore nel quale l'Italia sconta un ritardo sul quale sarebbe utile e necessario intervenire. Uno studio sulla qualità del servizio internet veloce, condotto dall’Università di Oxford e dal Dipartimento di Economia applicata dell'Università di Oviedo, colloca il nostro Paese al 38esimo posto nella graduatoria che comprende le 66 nazioni più sviluppate. Eppure un’analisi dell'Unione Europea sostiene che entro il 2015 la banda larga contribuirà alla creazione di ben un milione di posti di lavoro, con una crescita dell'economia di 850 miliardi di euro. Non investire sulla risorsa dell'internet veloce vuol dire dunque ipotecare le ambizioni di crescita e modernizzazione del nostro sistema paese. Lavoriamo dunque fin da oggi promuovendo ogni utile iniziativa parlamentare affinché il Governo torni sui propri passi”.
“In Campania questo clamoroso disimpegno rende ancor più decisivo il ruolo delle istituzioni, in testa Regione e Provincia, nel completamento del Piano di sviluppo della banda larga in Campania, finalizzato a portare la connessione a internet veloce su tutto il territorio regionale e dunque in tutti i paesi della nostra provincia.
Il Sud e in particolare le sue zone interne scontano, nel confronto con altre aree del Paese, una serie di ritardi storici che nel tempo hanno impedito il dispiegarsi delle potenzialità e delle risorse presenti nei nostri territori. Restare oggi immobili dinanzi ai temi dell'innovazione significa mortificare le speranze e le attese di cambiamento delle nostre popolazioni ed in particolare dei nostri giovani e delle nostre imprese per le quali l'accesso all'internet veloce non rappresenta un lusso, ma un bene di prima necessità dal quale non si può più prescindere”.

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di Redazione
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