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Telecamorra: dalle parole ai fatti


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Telecamorra: dalle parole ai fatti
14/09/2012, 15:32

NAPOLI – Lo stiamo dicendo da anni, le nostre inchieste giornalistiche hanno riempito i palinsesti non solo delle nostre trasmissioni ma hanno avuto una eco nazionale, soprattutto negli ultimi tempi, quando i riflettori mediatici di livello hanno scoperto questa sorta di cuccagna delle emittenti private in Campania. Stiamo parlando di “Telecamorra” un colossale business tra trasmissioni al limite della legalità e l’impero neomelodico della camorra, quella vera, che sfrutta le ugole d’oro della canzone popolare per lanciare messaggi chiari al mondo esterno. Fin quando se ne parlava soltanto siamo stati presi per pazzi, gli eretici dell’etere; ma adesso che si è passati dalle parole ai fatti, è cambiato un po tutto. Adesso ci sono nomi e cognomi, adesso la procura partenopea si muove abbandonando la postura felpata, ma passando all’azione repressiva nei confronti di gente senza scrupoli che ha utilizzato per decenni le antenne dei clan per diffondere lo stile camorristico. Un nome sopra a tutti: Carmine Ivone, per tutti ‘Carmine o’ papele’, nomignolo derivante dalla sua Papele TV, mediante la quale ha irradiato la cultura neomelodica, se di cultura si può parlare. Imparentato da parte di madre con Raffaele Stolder, a capo dell’omonimo clan di Forcella, Ivone è finito adesso nel mirino della giustizia con l’accusa di evasione fiscale e riciclaggio. Una curiosità su tutte è da sottolineare in questa brillante operazione che sta permettendo di fare luce su molti episodi dai contorni foschi. In particolare ci si riferisce al business delle frequenze riservate all’Esercito, e che il Ministero della Difesa aveva destinato per le emergenze. Alcuni impresari si erano addirittura impadroniti di queste frequenze utilizzandole per poi rivenderle come proprie. Una vera e propria cuccagna delle telecomunicazioni che è stato possibile monitorare e contrastare grazie al contributo decisivo dell’avvocato Lucio Varriale e della sua certosina ricostruzione di fatti che hanno messo in condizione la procura di Napoli di poter dare seguito al contrasto del fenomeno delinquenziale. Come dire: alle parole, spesso, seguono i fatti

 

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di Rosario Lavorgna
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