Cronaca / Cronaca

Commenta Stampa

La rabbia dopo l’uccisione dell’ultrà il primo maggio

Tensione a Pescara: in migliaia in piazza contro i rom

Bloccato un corteo: era diretto al quartiere Rancitelli

Tensione a Pescara: in migliaia in piazza contro i rom
06/05/2012, 17:05

PESCARA – Momenti di tensione a Pescara, dove in migliaia sono scesi in piazza per protestare contro la massiccia presenza di rom in città. La tensione nella cittadina abruzzese è dovuta all’omicidio, avvenuto lo scorso primo maggio, dell’ultrà 24enne Domenico Rigante, ucciso dal rom 29enne Massimo Ciarelli, che, braccato dalla polizia, si è costituito ed ora si trova nel carcere di Vasto.
Sono stati per lo più tifosi del Pescara calcio, ma anche semplici cittadini, a manifestare in piazza Italia contro il Comune e le Istituzioni locali, con cori e insulti contro la comunità rom presente in città: nel corso della manifestazione, il sindaco del capoluogo, Luigi Albore Mascia, è stato più di una volta contestato in qualità di rappresentante delle Istituzioni.
I momenti di altissima tensione si sono verificati nel momento in cui un gruppo numeroso di persone, almeno cento, si è messo in marcia autonomamente verso il quartiere Rancitelli, la zona della città dove vivono molti nomadi. Questo corteo improvvisato però è stato bloccato dalle forze dell’ordine prima che entrasse nel rione popolare dove, nel frattempo, si era verificato un fuggi fuggi generale. A placare gli animi, a quanto pare, sarebbero stati anche i capi degli ultras biancoazzurr, fra i quali il fratello del giovane ucciso la sera del 1 maggio. Si è temuto il peggio, ma fortunatamente non si sono verificati episodi di violenza, anche se resta alta in città la tensione nei confronti dei nomadi.
La richiesta dei manifestanti è chiara: più attenzione e impegno da parte delle Istituzioni per allontanare dal territorio urbano i rom. L’omicidio di Rigante, infatti, ripropone il problema della presenza massiccia di nomadi in città. Molti di coloro che sono scesi in piazza ritengono che “non c’è motivo per cui i rom debbano stare a Pescara, considerato che spesso delinquono”, e chiedono comunque più rigore. Il sindaco, in virtù delle richieste avanzate dai cittadini in protesta, ha annunciato che domani, nel corso di un incontro con il commissario dell’Ater, chiederà che si faccia un censimento delle case popolari per capire chi va sfrattato.

Commenta Stampa
di Antonio Formisano
Riproduzione riservata ©