Cronaca / Nera

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Contrasti tra gli scissionisti, fibrillazioni nella zona est

Tensioni tra i clan della periferia di Napoli: rischio faida

A Scampia è scontro tra le nuove leve e le vecchie famiglie

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Tensioni tra i clan della periferia di Napoli: rischio faida
26/09/2011, 12:09

NAPOLI - Tornano a soffiare venti di guerra sullo scacchiere criminale napoletano. È ancora una volta il controllo del territorio ad innescare fibrillazioni all’interno del panorama malavitoso partenopeo: da una parte i regolamenti di conti nella cosca Amato-Pagano, vincitori della sanguinosa faida del 2005 con i Di Lauro; dall’altra la corsa al riarmo dei clan della zona orientale di Napoli e gli avvertimenti in stile camorristico che porterebbero la firma del clan D’Amico, gruppo di malavita vicino ai Mazzarella e ai Formicola decimato dal blitz dell’Arma in cui finirono in manette il boss Salvatore ed altri affiliati.
A Scampia domenica mattina è stato ucciso a colpi di pistola il latitante Ciro Nocerino, 45enne ritenuto un capo piazza per conto degli Amato-Pagano. È stato raggiunto da una ventina di pallottole 9X21, 14 dei quali andati a segno e che gli hanno devastato il volto: un segnale – secondo gli inquirenti – che farebbe dedurre la rottura degli equilibri all’interno dell’organizzazione che gestisce lo spaccio nel rione Monterosa.  
L’uomo si trovava a pochi passi dalla sua abitazione quando i sicari, due in sella ad una moto, col volto travisato, gli hanno esploso contro una gragnola di proiettili. Il tutto in pieno giorno, davanti ad alcune persone che affollavano la strada. Nocerino era ricercato da nove mesi e per gli inquirenti era il braccio destro di Gennaro Marino detto “Mekkei”, uno dei promotori della fazione scissionista. Fu fermato durante un summit di camorra al quale parteciparono i ras della organizzazione di via Cupa dell’Arco: l’uomo era anche il cognato di Massimo Bevilacqua, anch’egli ritenuto vicino agli Amato-Pagano. L’ennesimo agguato in tre mesi che sarebbe collegato ad altri due fatti di sangue in cui persero la vita Emilio Forino e Salvatore Chiariello.
Anche nella periferia est sarebbero gli attriti tra i D’Amico ed i Reale a far alzare la tensione: in via Villa, roccaforte dei D’Amico, i militari hanno ritrovato in un tombino un lanciarazzi di fabbricazione jugoslava col colpo in canna. Episodio che sussegue quello di un attentato incendiario ai danni di un cantiere in via Protopisani. Droga, estorsioni, controllo del territorio: una nuova stagione di sangue rischia di far piombare in un incubo la città di Napoli.  

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di Davide Gambardella
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