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Tradito dalle buste di veleno nel lenzuolo e lo scontrino

Tenta di uccidere la madre col topicida nel purè


Tenta di uccidere la madre col topicida nel purè
02/03/2010, 16:03

VALDERICE (TRAPANI) - Il Marchese De Sade 250 anni fa scriveva che la Sicilia era un posto dove il veleno era usato con molta facilità anche in famiglia. Non so le abitudini di allora, ma oggi è quello che è successo in una famiglia di Valderice, in provincia di Trapani. Angelo Clementi, 21 anni, è stato arrestato con l'accusa di tentato omicidio nei confronti della madre, mediante topicida. Tutto è iniziato alcuni giorni fa, quando la madre Mattia Brancasi, nel mettere a posto i panni nella stanza del figlio, ha trovato alcune bustine aperte, da cui uscivano alcuni cristalli di colore blu. Ma lì per lì la donna non aveva avuto alcun sospetto. Il fatto gli era tornato in mente qualche sera dopo quando ha trovato gli stessi cristalli nella sua porazione di purè, mentre mangiava a casa insieme al figlio. Naturalmente ha evitato di cenare e il giorno dopo è andata a denunciare il fatto ai Carabinieri. CHe hanno cominciato le indagini, e hanno verificato il negozio dove il ragazzo aveva comprato il topicida, inodore ed insapore ma letale. Nel frattempo la signora Brancasi si è dovuta adattare ad una dieta di scatolame, per evitare altri tentativi. Una volta che i Carabinieri hanno avuto le prove, hanno arrestato il ragazzo, trovandolo anche in possesso dello scontrino di acquisto del veleno.
Ma non è una novità in famiglia. Nel 1998 era stata arrestata la sorella di Angelo, Anna Maria, che aveva tentato di uccidere col veleno nel cibo anche la sorella della madre, il marito e ilcugino. AVendo ucciso solo la prima, mentre gli altri due erano stati intossicati ma vivi, aveva contattato due killer per ucciderli; ma i tre erano stati arrestati prima di realizzare il duplice omicidio

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di Antonio Rispoli
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