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Ha ingoiato un flacone di Tavor, salvato dalla moglie

Tenta il suicidio Piscicelli, quello che rideva durante il terremoto

Ha sempre negato di aver detto: "Alle 3,32 io ridevo"

Tenta il suicidio Piscicelli, quello che rideva durante il terremoto
01/04/2011, 09:04

L'AQUILA - Ha tentato il suicidio, nella notte tra mercoledì e giovedì, Francesco Maria De Vivo Piscicelli. Ha ingoiato un intero flacone di Tavor, nel suo ufficio. Si è salvato solo perchè la moglie è entrata in ufficio e l'ha trovato riverso sulla scrivania. Ha subito chiamato il 118 che ha portato l'uomo all'opedale, dove una lavanda gastrica l'ha salvato. In base a quanto ha detto il suo legale, non sono le vicende giudiziarie che l'hanno spinto al tragico gesto, ma il discredito che ne è derivato, che ha inciso pensatemente sulla sua reputazione.
Infatti Piscicelli balzò alla ribalta delle cronache nel 2009, quando venne intercettato, nel corso di una indagine che portò anche al suo arresto, per il coinvolgimento nella cosiddetta "cricca" dell'imprenditore Diego Anemone. Nell'intercettazione in questione, secondo i brogliacci della Polizia riportati dai giornali, l'imprenditore dice: "Io ridevo stamattina (il 6 aprile 2009, giorno del terremoto all'Aquila, ndr) alle tre e mezza". Una cosa che però Piscicelli aveva sempre negato, sostenendo che era stato il cognato, con cui stava parlando in quella intercettazione, a dire quella frase, mentre lui aveva semplicemente glissato; e sostenendo che nello scrivere i brogliacci era stata fatta confusione. Una versione che però non è mai stata creduta, tanto che ancora oggi è ricordato per quella frase.

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di Antonio Rispoli
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