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Intanto si prepara un piano alternativo per Pomigliano

Termini Imerese: sciopero dei lavoratori per le offese di Marchionne


Termini Imerese: sciopero dei lavoratori per le offese di Marchionne
21/06/2010, 10:06

TERMINI IMERESE (PALERMO) _ Quando è troppo è troppo: questo devono aver pensato gli operai dello stabilimento Fiat di Termini Imerese, nel sentirsi apostrofare dall'amministratore delegato della FIat, Sergio Marchionne, che avevano stabilito di fare uno sciopero lo scorso 14 giugno perchè quel giorno c'è stato il primo incontro della nazionale italiana ai mondiali di calcio del Sudafrica, contro il Paraguay. E così hanno incrociato le braccia sin da subito, bloccando la produzione nello stabilimento siciliano sin da subito.
Intanto prende corpo l'idea di un piano alternativo per Pomigliano, per superare ogni conflittualità siondacale. La Fiat creerebbe una nuova società controllata, a cui "venderebbe lo stabilimento di Pomigliano e licenzierebbe tutti i dipendenti attualmente assunti. Dopo di che la nuova società riassumerebbe solo gli operai che non daranno problemi, con un nuovo contratto che ricalca esattamente quello che adesso vuole imporre: niente scioperi, nessuna pausa nella produzione, minimo di straordinari obbligatorio, ecc. La nuova società non aderirebbe insomma al contratto collettivo nazionale del settore, non sarebbe iscritta a Confindustria, quindi non avrebbe neanche nessun obbligo sindacale. Insomma, la possibilità di fare carta straccia di ogni regola nel mondo del lavoro. D'altronde Pomigliano resta l'unica possibilità rapida per decuplicare la produzione di Panda (da 35 mila a 280 mila all'anno); le altre alternative (potenziamento dell'attuale fabbrica di Tichy in Polonia o delocalizzazione in Serbia richiederebbero tempi più lughi

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di Antonio Rispoli
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