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Il paziente si era ferito con un tagliaerba

Terni: reimpianto di un dito amputato


Terni: reimpianto di un dito amputato
12/08/2010, 17:08

TERNI - E' stato eseguito nell'ospedale di Terni un intervento chirurgico di reimpianto di un dito amputato. Il paziente, indaffarato con alcuni lavoretti di giardinaggio nel prato di casa, improvvisamente, a causa di una piccola distrazione si era ferito con un tagliaerba, riportando l'amputazione netta di un pollice alla base. Disperata la corsa in ospedale con tanto di arto al seguito.
L'uomo, proveniente da Spoleto, e' statoricoverato nella struttura del Santa Maria di Terni, presso il reparto di Chirurgia della mano e microchirurgia diretta dal professor Maurizio Altissimi. Il pollice risultava sì saltato di netto, ma proprio questo particolare poteva offrire un vantaggio ai medici, consentendo forse il ripristino di tutti i collegamenti interni senza necessità di sacrificare la parte interessata. Un rischio certo, ma l’obbligo di tentare. Così il dottor Talamelli, specialista nel settore, insieme alla sua equipe si è avventurato in un estenuante intervento chirurgico, durato ben 5 ore. Obbiettivo: ricreare la struttura vascolare, tendinea e muscolare del dito. Si è proceduto dall’interno verso la parte esterna lasciando per ultima la normalizzazione della struttura epidermica. Infine il normale monitoraggio delle condizioni cliniche.
Ed ora, ad oltre 24 ore dall’operazione, le
condizioni generali del paziente risultano essere estremamente soddisfacenti, ma soprattutto il pollice reimpiantato, viene giudicato vitale e in buono stato di circolazione. Si auspica quindi la totale ripresa della funzionalità digitale, senza alcun tipo di ripercussioni sulle attività future del paziente.
«Questo intervento – ha commentato il Direttore generale dell’azienda sanitaria, Professor Gianni Giovanniniconferma la qualita’ del servizio garantito dall’equipe di Maurizio Altissimi e che l’azienda ospedaliera di Terni, per gli interventi di chirurgia della mano, e’ un centro di riferimento per la regione Umbria e anche per gran parte dell’Italia centrale».

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di Caterina Cannone
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