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Terra dei fuochi, Schiavone-choc: rifiuti nelle terre della Chiesa


Terra dei fuochi, Schiavone-choc: rifiuti nelle terre della Chiesa
28/11/2013, 12:03

I rifiuti della camorra anche nei terreni della Chiesa casertana. Nei verbali dei pentiti della camorra casalese spunta oggi anche l'inquietante responsabilità di alcuni parroci nel traffico gestito dal clan. È Carmine Schiavone a parlare: “Nel 1990, mio genero mi disse che i carabinieri erano stati da lui ed avevano trovato tre fusti di rifiuti tossici; presentò allora una regolare denuncia. Tra l'altro, quel terreno non era suo ma della parrocchia. E poiché il parroco aveva celebrato il matrimonio della mia prima figlia, per aiutarlo gli fece scavare il terreno. Chiamai quindi mio cugino (il boss Sandokan) e gli chiesi: 'A che gioco stiamo giocando?'. Gli dissi che dietro il campo sportivo c'erano sei ettari di terreni suoi e di suo cognato”.

Oggi, il cardinale di Napoli Crescenzio Sepe (originario proprio di Carinaro, in provincia di Caserta) annuncia una mappatura di tutti i campi dei religiosi che si trovano in Terra di Lavoro. A cominciare da quello, indicato da Schiavone, di proprietà dell'Istituto diocesano per il sostentamento del clero della Curia di Aversa dove recenti indagini hanno permesso di scoprire la presenza di fusti e pattume interrati a cominciare dagli anni Ottanta.

In provincia di Napoli, invece, don Aniello Manganiello, il prete minacciato di morte dal clan Lo Russo per aver sfidato dal pulpito i padrini, sta pattugliando la zona di Boscofangone, nel Nolano, per rintracciare - come un detective - i vecchi contadini che, nel 1986, videro arrivare i primi tir carichi di rifiuti tossici intombati nei campi agricoli. Con le loro testimonianze, sta creando da solo una mappa dei veleni per avviare i primi scavi.

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di Simone di Meo
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