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Nuova scossa di assestamento. Danni materiali all'obelisco

Terremoti: anche gli Usa fanno i conti con il nucleare

L’impianto è attualmente chiuso. Non si sa quando riaprirà

Terremoti: anche gli Usa fanno i conti con il nucleare
24/08/2011, 10:08

WASHINGTON - Anche gli Stati Uniti d’America fanno i conti con la questione riguardante la sicurezza degli impianti nucleari nel Paese. È il caso di dire che il dramma di Fukushima insegna e così, dopo la forte scossa di terremoto di magnitudo 5,8, che ieri ha tenuto in allerta tutta la costa orientale degli Stati Uniti, il Paese inizia a sollevare dubbi sul nucleare.
L’epicentro del terremoto verificatosi ieri, infatti, si trova a pochi chilometri da un impianto nucleare gestito da “Dominion Resources”. L’impianto ha perso potenza e automaticamente ha interrotto le operazioni dopo la scossa. E benché un portavoce della struttura abbia assicurato che sull’impianto non ci sono stati “gravi incidenti”, si mantiene alta la tensione, al punto tale da decidere la chiusura dello stesso impianto.
“Gli impianti nucleari perdono un margine significativo di sicurezza quando obbligati a ricorrere a questi sistemi d’emergenza”, ha dichiarato Paul Gunter, direttore di Beyond Nuclear, lobby anti-nucleare e mentre non è ancora chiaro quando l’impianto possa riprendere a funzionare, la Commissione per la Regolamentazione Nucleare Usa ha fatto sapere che lo spegnimento della struttura è avvenuto in sicurezza, senza rischi per la popolazione.
Intanto una nuova scossa sismica, ma di assestamento, dopo il rarissimo terremoto che ieri aveva colpito lo Stato Usa, si è registrata in Virginia. Secondo l’Ugsg, l’Istituto Geologico statunitense, il nuovo movimento tellurico ha avuto un’intensità pari a 4,2 gradi sulla scala aperta Richter, con epicentro localizzato 55 chilometri a nordest della capitale virginiana, Richmond. Non vi sarebbero comunque stati feriti nè ulteriori danni materiali. Tra le conseguenze materiali del fenomeno di ieri, del tutto inatteso, anche lesioni di una certa consistenza alla sommità del Washington Monument, il gigantesco obelisco in marmo, granito e arenaria alto 169 metri che campeggia sul limite occidentale del National Mall, la vasta spianata antistante il Campidoglio.

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di Antonio Formisano
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