Cronaca / Nera

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Entro stasera almeno mille volontari della Protezione civile

Terremoto, 150 vittime accertate: si scava tra eroismo e disperazione



Terremoto, 150 vittime accertate: si scava tra eroismo e disperazione
06/04/2009, 22:04

Macerie, terrore, interi paesi sventrati. E migliaia di persone che scavano nelle macerie alla ricerca dei superstiti, mentre il conto dei morti sale vertiginosamente. Lo scenario è simile per i 26 comuni in provincia de L’Aquila che questa notte sono stati colpiti dalla violenta scossa di terremoto.

Il bilancio provvisorio parla di oltre 150 vittime, i feriti superano i 1500. Per il capo della Protezione Civile Guido Bertolaso è “la peggiore catastrofe del millennio”.

Si continua a scavare tra le macerie. Da quel che resta della Casa dello studente de L’Aquila sono stati estratti vivi sei ragazzi.

Entro questa sera si prevede l’arrivo di mille volontari della sola protezione civile. Il ministro dei rapporti col parlamento, Elio Vito, nel corso dell’informativa urgente del governo al Parlamento, ha elencato i principali problemi sul campo, a cominciare da quello dei trasporti, delle comunicazioni e del supporto alla popolazione rimasta senza tetto.

Il commissario delegato del governo ha già emanato un’ordinanza con cui si attribuiscono a Regioni ed enti locali i poter per agire: presso ciascun comune sono stati istituiti gruppi di rilevamento per la verifica degli edifici al fine di rendere più veloci possibili le azioni di rientro nelle case di coloro che ne hanno la possibilità.

I centri di raccolta sono stati individuati a Piazza d'Armi, presso la caserma Rossi, allo Stadio Tommaso Fattori, presso il campo sportivo Centi Colella e nello stadio del rugby di Acquasanta, sempre a L'Aquila. In questi siti sono ormai disponibili servizi igienici e pasti caldi a partire da stasera. Invece, per le persone destinate ad essere ospitate presso le strutture alberghiere, rese disponibili sulla costa abruzzese, saranno messi a disposizione degli autobus dell'Arpa che partiranno dal terminal di Collemaggio. Si tratta in tutto di circa 25.000 posti rispetto ai 50.000 sfollati stimati.

Nei prossimi giorni ci saranno probabilmente delle scosse di assestamento. Agostino Miozzo, dirigente della Protezione civile, ha spiegato che è pericoloso restare vicino agli edifici lesionati. Il terremoto, ha riferito Miozzo, “ha avuto un epicentro superficiale, a soli 5 chilometri sotto la crosta terrestre, ed è questa la ragione per cui ha avuto un impatto così ampio”.

Non si contano i casi di solidarietà e in certe circostanze persino di eroismo da parte della popolazione stessa che, incurante del pericolo, si è lanciata nelle abitazioni lesionate per salvare i residenti. Alcuni giocatori dell’Aquila Rugby hanno salvato tre anziane sotto le macerie della loro abitazione. Uno di questi è riuscita a trasportarla in salvo caricandosela sulle spalle, senza toglierle la bombola di ossigeno alla quale era attaccata. Moltissime persone, non solo gli atleti, hanno scelto di entrare nelle macerie, mettendo a rischio la propria vita pur di tentare di salvare altri concittadini.

Ma durante le operazioni di soccorso ha regnato anche lo sconforto, il dolore, il senso di impotenza. La disperazione quando, tra le macerie di via Campo Fossa, tra le case del centro de L’Aquila, sono stati trovati i corpi di una madre e dei suoi figlio, abbracciati. Sono tante, in tutto l’Abruzzo, le tragedie raccontate tra le lacrime. Donne che piangono i loro bambini che non ci sono più, o che insieme a loro sono rimaste vittime del terremoto. Nella stessa zona, a pochi metri di distanza, sono stati estratti i corpi ormai senza vita di Giovanna (la moglie dell’agente scelto della forestale Luigi Giugno, anche lui deceduto) e del figlio Francesco, appena due anni. La donna era incinta, il bambino sarebbe nato tra qualche giorno. Altra tragedia a San Gregorio, dove una mamma e sua figlia di pochi hanno, tornate dalla Francia per la Pasqua con i parenti, non hanno avuto scampo.

Sempre a San Gregorio, a commuovere i soccorritori è stato l’estremo tentativo di salvare la propria figlia di una mamma: l’hanno trovata accartocciata sul corpo della bambina, come uno scudo. Per lei non c’era niente da fare, ma la piccola è stata salvata dal sacrificio.

Annalisa Angelini, 28 anni, è diventata madre da poche ore. Era ancora in ospedale, il ventre appena richiuso dopo il parto cesareo. “Nonostante i punti e la flebo ancora al braccio sono riuscita ad afferrare la piccola e a scappare via”. Adesso mamma e figlia si trovano all’ospedale di Chieti, stanno bene.

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di Nico Falco
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