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Liberatoria-choc in Emilia, la denuncia della Cgil

Terremoto, aziende: "Al lavoro sotto vostra responsabilità"


Terremoto, aziende: 'Al lavoro sotto vostra responsabilità'
05/06/2012, 14:06

MODENA - Vuoi lavorare? Allora firma qui. Ti assumerai tutte le responsabilità in caso di nuove scosse. La liberatoria fatta firmare ai dipendenti delle aziende nell’Emilia Romagna  piegata dallo sciame sismico fa sobbalzare dalla sedia. E il fenomeno viene denunciato dalla Cgil regionale emiliana, che sta ricevendo segnalazioni da molti lavoratori nelle province di Reggio Emilia e Modena. Una di queste è la Forme Physique di Carpi, nel modenese. “Ciascun dipendente che ritiene di continuare a svolgere la propria attività – si legge nel documento sottoposto ai dipendenti dell’azienda – libera la proprietà da qualsiasi responsabilità penale e civile. Ed esiste anche un elenco di lavoratori che hanno già firmato. 
IL CASO – La Forme Physique, grossista di abbigliamento per donna, si giustifica indicando all’origine del comportamento la circolare del 2 giugno nella quale la Protezione civile ha assegnato al titolare delle imprese la responsabilità della certificazione dell’agibilità del proprio capannone. L’imprenditore deve accertare la sicurezza della sua azienda per accelerare i controlli e assumersi le relative responsabilità civili e penali. Ma evidentemente questo impegno, quello della sicurezza sul lavoro, deve essere sembrato eccessivo a non pochi imprenditori della zona.
GLI INCIDENTI - I capannoni di almeno tre fabbriche, che erano stati soltanto danneggiati nel terremoto del 20 maggio, sono crollati sulla testa dei lavoratori nel terremoto del 29 maggio. Ad alcuni di essi era stato chiesto di rientrare in fabbrica nonostante la comprensibile paura per le scosse precedenti. E loro ci erano tornati, al lavoro. Per paura. E’ stata poi aperta un’inchiesta, tra le proteste degli industriali. E ora, la notizia di questa liberatoria sembra una drammatica beffa, alla Cgil: “Un dramma nel dramma, una vergogna – dicono dal sindacato - In questo terremoto ci sono stati 18 morti sul lavoro e il sisma ha evidenziato una criticità dell’edilizia industriale che dovrà essere affrontata urgentemente. In molti casi si è risparmiato nel costruire gli immobili – continua la Cgil – e quello che è successo il 20 e il 29 maggio a Ferrara e Modena non può e non deve ripetersi”.

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di Gaia Bozza
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