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Giù case e fabbriche.Fastweb e Wind: Nessun guasto alla rete

Terremoto: Crolla l'Emilia, 17 vittime, 10 dispersi

Ferrovie dello stato: "Nessuna interruzione dei treni"


Terremoto: Crolla l'Emilia, 17 vittime, 10 dispersi
29/05/2012, 20:05

ROMA - Questi i numeri del sisma che oggi ha colpito l'Emilia secondo l'informativa del Governo letta oggi alla Camera ed al Senato dal sottosegretario Antonio Catricalà e dal ministro Piero Giarda: 17 morti; 10 dispersi; 200 feriti; 8000 sfollati; 3698 uomini impegnati in soccorsi 3.698; 758 mezzi impiegati; 1250 posti letto in moduli.

Numeri che non lasciano spazio all'immaginazione. Da questa mattina infatti sono state ben 39 le scosse sismiche verificatesi, tre delle quali di magnitudo superiore a cinque. Sono quindici le vittime accertate di questo nuovo sciame sismico, che mette ulteriormente in ginocchio l’Emilia Romagna e tutto il nord: è dallo scorso 20 maggio, ormai, che la Regione non ha mai smesso di tremare, con continue scosse sismiche registrate quotidianamente. Il decesso di diverse vittime è avvenuto per il crollo di capannoni industriali e fabbriche, che non erano state precedentemente danneggiati dalla scossa del 20 maggio. Il bilancio dei morti tra l’altro potrebbe aumentare nel corso delle prossime ore, visto che sono in corso le operazioni di ricerca delle persone tra le macerie nelle città in cui si sono verificati diversi crolli: in particolare a Mirandola, Finale Emilia e San Felice sul Panaro. La Chiesa di San Giacomo a Mirandola è completamente lesionata, con le macerie sul sagrato, mentre ripartono le polemiche che investono le autorità per aver dato l’ok a rientrare in scuole e abitazioni.

SALGONO A 17 LE VITTIME ACCERTATE
Sono salite a diciassette le vittime del sisma che ha colpito questa mattina l’Emilia-Romagna. Tra questi, due sono morti sotto le macerie della fabbrica Bbg di San Giacomo Roncole, Mirandola. Oltre alle vittime delle BBg, ci sono 3 vittime a San Felice, nel crollo della azienda Meta; altri 2 a Mirandola; 1 a Concordia (un anziano colpito in strada da un cornicione che si è staccato dal tetto di un palazzo), 1 a Finale. Alla lista si aggiunge il parroco di Rovereto di Novi. Un altro parroco, a Carpi, dato inizialmente per morto sembra essere rimasto invece ferito nel crollo di una parte del duomo. Tra le vittime anche due donne a Cavezzo, una sepolta dalle macerie del Mobilificio Malavasi. Oltre cinquemila le persone evacuate dalle loro abitazioni dopo le nuove scosse, 4.500 nel Modenese e le altre tra le province di Bologna e Ferrara. Entro la serata saranno allestiti 4mila nuovi posti per gli sfollati. Le ultime due vittime, un uomo e una donna, sono state verificate proprio in questi minuti. 

CROLLI IN TUTTO IL NORD
Oltre ai crolli nei comuni prossimi all’epicentro (Medolla, Mirandola e Cavezzo), ne sono stati registrati anche a Mirandola (coinvolti il duomo e la chiesa di San Francesco), Finale Emilia e San Felice sul Panaro. Nel bolognese, il centro storico di Crevalcore è stato sgomberato: solo lì ci sono nuovi 2.000 sfollati. Intanto non si giocherà Italia-Lussemburgo, amichevole prevista stasera a Parma.

LA SCOSSA AVVERTITA IN TUTTO IL NORD
Ad avvertire la scossa sono state anche altre città: c’è Bologna, dove la terra ha tremato per diversi secondi in maniera prolungata, sussultoria e ondulatoria, spingendo tanti cittadini a scendere in strada e mettendo fuori uso i collegamenti telefonici cellulari; c’è Milano, dove non si registrano danni a cose o persone, ma tanto spavento e dove tanti edifici, compreso il Pirellone, sono stati fatti evacuare. La forte scossa è stata sentita anche nel Veneto, con movimento ondulatorio avvertito in particolare ai piani alti delle case, nel Friuli Venezia Giulia, in Trentino e in Toscana, in particolare a Firenze, dove in diverse scuole sono state interrotte le lezioni. Anche tra Padova e Treviso molte persone spaventate si sono riversate per strada, mentre a Torino il terremoto è stato avvertito in modo lieve.

39 SCOSSE IN 2 ORE: 5 SOPRA MAGNITUDO 4
Sono 39 le scosse registrate dalle 9,03, quando c’è stata quella devastante di magnitudo 5,8, alle 11,24. Di queste, 32 sono uguali o maggiori a magnitudo 3. La lista è quella pubblicata su Internet dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. La scossa più forte di magnitudo 5,8 è stata preceduta, soltanto dalla mezzanotte da 11 scosse di magnitudo inferiore a 3. Dopo la scossa delle 9,03, lo sciame è stato intenso, con 39 movimenti in 2 ore e mezzo. In questo sciame, si segnalano quattro scosse per la loro intensita': magnitudo 4 alle 9,07 (quattro minuti dopo la prima); 4,1 alle 9,10; 4,5 alle 10,25; 4,7 alle 10,27; 4,2 alle 10,40.

IL PD APRE UN CONTO CORRENTE PER DONAZIONI
Il Pd ha aperto un conto corrente per le donazioni:
Conto corrente IT02 N031 2702 4100 0000 000 1 494
Presso UNIPOL BANCA
Intestato a “EMERGENZA TERREMOTO EMILIA - ROMAGNA”
Partito Democratico Emilia-Romagna
Causale: TERREMOTO EMILIA – ROMAGNA
SISMA EMILIA: FS, NESSUNA INTERRUZIONE CIRCOLAZIONE TRENI

Non si registrano attualmente interruzioni alla circolazione ferroviaria, dopo le scosse di terremoto che hanno colpito l'Emilia Romagna. Lo rendono noto le Ferrovie dello Stato, sottolineando che «risulta pressochè regolare la circolazione sulle linee ad Alta Velocità», con una sola riduzione a 200 Km/h sulla Milano-Bologna, tra Piacenza Ovest e San Pellegrino. Sulla linea Modena-Suzzara-Mantova-Verona, completamente riattivata alle 15.45, i treni transitano ora con una riduzione a 80 Km/h nel solo tratto tra Suzzara e Mantova. Riattivata su entrambi i binari la circolazione tra Piacenza e Bologna, con una riduzione a 100 Km/h tra Parma e Bologna. Permangono riduzioni precauzionali di velocità anche tra Verona e San Bonifacio a 30 km/h; tra Ravenna e Faenza e tra Ravenna e Castel Bolognese, a 60 km/h e, infine, tra Bologna e Ferrara a 100 km/h. «A fronte della particolare situazione, per tutta la giornata Trenitalia - si legge in una nota - ha disposto che i clienti possano modificare la prenotazione o rinunciare a mettersi in viaggio senza incorrere in alcuna maggiorazione o penalità. Nessuna maggiorazione o sovrapprezzo sono previsti sia che il cliente si rivolga ai tradizionali canali di vendita sia che la richiesta sia fatta a bordo treno».
FASTWEB e WIND, “NESSUN DANNO ALLA RETE
Nessun problema alla infrastruttura di rete di Fastweb nelle aree colpite oggi dagli eventi sismici in Emilia: lo comunica lo stesso operatore telefonico precisando in una nota che «tutti i servizi sono regolari». «In mattinata - prosegue la nota - ci sono stati solo alcuni disservizi sui servizi mobili, al momento completamente rientrati, dovuti a fenomeni di congestione della rete».
Le infrastrutture della rete Wind non hanno subito danni nelle zone colpite dal sisma e il servizio è regolare. È quanto afferma, in una nota, la società. I tecnici dell'azienda hanno completato le verifiche sul territorio e stanno predisponendo mezzi aggiuntivi per fronteggiare ulteriormente l'emergenza e per garantire la continuità dei servizi. «Si sono registrati - spiega il comunicato - alcuni fenomeni di congestione dovuti alla grande richiesta di accesso alla rete, che, peraltro, sono stati completamente superati».
 
ALTRI 70 POSTI LETTO IN CAMPO ACCOGLIENZA FVG
Sono partiti oggi da Palmanova (Udine) 39 volontari di Protezione civile che raggiungeranno in tarda serata il campo di accoglienza allestito dal Friuli Venezia Giulia a Mirandola. «Dopo la scossa molto forte di questa mattina - afferma il vicepresidente regionale Luca Ciriani - i nostri volontari che già sono sul posto hanno immediatamente cominciato ad ampliare il campo di accoglienza con 70 nuovi posti letto. Le attrezzature che questi volontari stanno portando in Emilia permetteranno l'allestimento di altri 250 posti, portando il numero totale di sfollati assistiti dalla nostra Protezione Civile a oltre 810». I volontari partiti oggi provengono da sette comuni della Regione e 16 fanno parte dei gruppi di Protezione Civile dell'Ana; la colonna è composta da 15 veicoli, di cui sei mezzi pesanti. 
SCUOLA, ASSENZE NON INFLUIRANNO SU VALUTAZIONE
Le assenze scolastiche imputabili agli eventi sismici non potranno in alcun modo pregiudicare la validità dell'anno scolastico 2011/2012, nè la possibilità di valutazione degli alunni. Lo precisa il vice direttore generale dell'ufficio scolastico regionale per l'Emilia-Romagna Stefano Versari. «Gli studenti delle zone colpite dal sisma non perderanno l'anno scolastico», aveva già ribadito il ministro il ministro dell'Istruzione, Francesco Profumo, in visita a Reggio Emilia. E sul tema, Stefano Versari, dirigente dell'Ufficio Scolastico regionale Emilia-Romagna, anch'egli a Reggio Emilia, aveva rassicurato sulle regolarità dell'anno scolastico e degli esami per gli studenti delle zone colpite dal terremoto, dove le scuole sono state chiuse e la fine dell'anno anticipata: «Il primo pensiero in questo momento va alle persone e alla loro incolumità. Per l'anno scolastico, non ci saranno ripercussioni - ha affermato il dirigente - La norma lo consente e faremo tutti gli interventi possibili per assicurare il regolare compimento dell'obbligo formativo. Non ci saranno ripercussioni per la validità dell'anno scolastico». «Per gli esami di stato - ha concluso il dirigente - stiamo predisponendo tutte le procedure necessarie per consentire il regolare svolgimento. Non ci sono problemi da questi punti di vista. Il problema è recuperare la necessaria serenità per le popolazioni, le famiglie, gli studenti, i docenti per poter svolgere serenamente il proprio compito». 
STRESS DA 800 SCOSSE: TEAM DI PSICOLOGI DISPENSA CONSIGLI ALLA CITTADINANZA
Uno stress da 800 scosse che si sono susseguite, pressoché senza interruzione, dal 20 maggio fino all'ultimo, fortissimo terremoto di questa mattina. È la condizione psicologica che stanno vivendo le popolazioni dell'Emilia, messe a dura prova da uno stato di allerta “no-stop” che accresce il trauma psicologico. Una situazione nella quale diventa fondamentale «ricreare dei punti di riferimento». È questa la priorità secondo Melita Ricciardi, psicologa dell'emergenza che ha già operato in situazioni critiche, come nel 2009 per il terremoto all'Aquila o l'alluvione a Giampilieri. «L'impatto psicologico che le scosse hanno avuto sulla popolazione - rileva la psicologa - è molto forte anche perché, in questo caso, la gente è stata sottoposta ad una allerta no-stop, dal 20 maggio ad oggi, che ha accresciuto l'esperienza traumatica. Ora più che mai, dunque - avverte - è necessario ripristinare i punti di riferimento e aggregazione. Questo - spiega - proprio per creare una condizione di contenimento protettivo a livello psicologico e limitare il forte senso di destabilizzazione dovuto allo stress». In questo momento, «come insegna l'esperienza vissuta all'Aquila - afferma Ricciardi - fondamentale è anche l'ascolto delle persone per contenere la sensazione di smarrimento». Ed una particolare attenzione va rivolta ai bambini: «Bisogna spiegare loro - è il consiglio della psicologa - cosa sta accadendo realmente, dicendo che è normale avere paura. La cosa più sbagliata è cercare di dare una falsa sicurezza dicendo, ad esempio, non preoccuparti, non è successo nulla». L'assistenza psicologica alla popolazione, rileva inoltre l'esperta, è anche finalizzata a prevenire i disturbi da stress post-traumatico, dall'insonnia a sintomi più gravi. E per aiutare le popolazioni dell'Emilia, afferma Ricciardi, «il team di psicologi dell'emergenza di cui faccio parte è pronto a partire, se saremo allertati dalla Protezione civile». E proprio all'esperienza già vissuta all'Aquila fa riferimento anche il primario di Neuropsichiatria infantile dell'Ospedale Bambino Gesù di Roma Stefano Vicari, coordinatore di un intervento di sostegno proprio tra i bambini aquilani: «Il rischio di disturbi da stress - afferma - è più forte tra i bambini dai 5 anni in su. In questo momento, per prevenire danni psicologici anche gravi sul lungo periodo, fondamentale - spiega - è innanzitutto garantire ai piccoli la continuità di permanenza nel proprio nucleo familiare all'interno delle tendopoli, aspetto, questo, spesso problematico in un contesto di affollamento». Altra priorità, sottolinea, quella di «spingere i bambini ad esternare i propri sentimenti, ricreando condizioni di vita quanto più normali possibile». Uno sforzo in tal senso, conclude, «potrebbe essere di portare le maestre nei campi, per ricreare il gruppo classe e riportare i bambini in un contesto di vita familiare e tranquillizzante».

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di Antonio Formisano e va.es.
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