Cronaca / Cronaca

Commenta Stampa

La provincia costretta a pagare 2 milioni per tenere uffici

Terremoto in Abruzzo: a due anni dal sisma edifici pubblici ancora inagibili

Uffici della Provincia delocalizzati e imprenditoria ferma

Terremoto in Abruzzo: a due anni dal sisma edifici pubblici ancora inagibili
03/04/2011, 18:04

L’Aquila – a pochi giorni dal secondo compleanno del terremoto che ha distrutto il Capoluogo abruzzese, si assiste ancora a spreco di denaro pubblico, questa volta, in fitti ingiustificati. Ed è proprio quello che avviene per la “Provincia”, che pur annoverando nel suo cospicuo patrimonio , più di 15 edifici nel centro storico di L’Aquila, è costretta allo sconvolgente esborso di 2 milioni di Euro all’ anno, per pagare i fitti dei locali dove risiedono e operano i suoi uffici. In una dichiarazione all’ adnkronos il presidente della Provincia dell'Aquila, Antonio Del Corvo dice “Non abbiamo piu' un solo metro quadro di nostra proprietà, negli ultimi 9 mesi sono state fatte continue riunioni: il piano di ricostruzione pubblico, che il Comune dell'Aquila non ha ancora fatto partire, dovra' contenere per prima cosa un cronoprogramma”, precisa il Presidente, “In Consiglio comunale sono state approvate diverse mozioni, ma il Comune parla attraverso le delibere non le mozioni, nell'ultima ordinanza il Sindaco ha chiesto di finanziare la struttura per il piano di ricostruzione. Adesso noi stiamo puntando sul Palazzo del governo, sede della prefettura ma di proprietà della Provincia:questa, e' una struttura che andrebbe a soddisfare al pieno le nostre esigenze”.
Ed è lo stesso Presidente Del Corvo a chiarire che ci si è concentrati; giustamente, prima sull’ edilizia privata, cosi da fare in modo che, fosse assicurato un tetto a 25.000 abitanti che attualmente alloggiano nei moduli provvisori. Questo grazie al Governo che ha fatto l’ impossibile tanto che a settembre 2009 hanno riaperto anche le scuole.
Ma c’è da dire che oltre alle giuste problematiche che mette in luce il Presidente Del corvo, il 6 aprile di due anni fa, il terremoto ha anche messo la parola fine a circa 800 fra piccole e medie imprese che da quel giorno non hanno più ripreso il loro percorso produttivo sul territori ma più specificamente nel centro storico del capoluogo abruzzese.
Ci chiarisce le idee Antonio Cappelli, direttore della Confindustria de L'Aquila dichiarando: “Per quanto riguarda l'industria si e' avuta una ripartenza, mantenendo i problemi che aveva prima del terremoto, e che da questo sono stati acutizzati. Non e' ripartito però il commercio e il piccolo artigianato che era presente soprattutto nel centro storico.
E il fatto che la ricostruzione di questo tardi ad iniziare, blocca anche la ripresa delle piccole imprese. Questo anche perché gli spazi in periferia sono finiti, e i piccoli locali sono stati affittati a cifre spropositate". Quindi è ovvio capire che la totale ripresa è legata alla ristrutturazione del Centro Storico di L’Aquila. Ma un lieve segnale positivo lo si percepisce spiega ancora Cappelli ; “nei giorni scorsi è stato firmato un accordo tra ordini professionali, e imprese sulla ricostruzione delle case classificate E, cioè con danni strutturali, situate fuori dal centro storico, questo può considerarsi un primo passo; ma tanti ne restano ancora da fare.” Il terremoto ha causato danni al sistema produttivo Aquilano quantificato in qualche centinaia di milioni di euro, la disoccupazione è in costante crescita, nonostante ci siano dei timidi segnali di ripresa economica registrati dalla Camera di commercio

Commenta Stampa
di Antonio Sarracino
Riproduzione riservata ©