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Stato di emergenza per province di Bologna, Modena, Ferrara

Terremoto in Emilia, 50 milioni per l'emergenza

I cittadini contestano Monti: "E' un circo mediatico".

Terremoto in Emilia, 50 milioni per l'emergenza
22/05/2012, 17:05

C'è la cifra: il fabbisogno finanziario per far fronte allo stato di emergenza dichiarato per il sisma in Emilia verrà coperto utilizzando le risorse del Fondo Nazionale per la Protezione Civile. Il Fondo è stato rifinanziato con 50 milioni di euro, prima della dichiarazione dello stato emergenziale. E' quanto annuncia in una nota Palazzo Chigi. Il consiglio dei ministri, infatti, ha dichiarato lo stato di emergenza per i territori delle province di Bologna, Modena, Ferrara e Mantova colpiti dal sisma del 20 maggio. E sull'Imu, è sempre più concreta l'ipotesi  di rinviare il pagamento dell'Imu per le abitazioni e gli stabilimenti industriali che saranno dichiarati inagibili.
Intanto, trema ancora l'Emilia. Una nuova scossa, preannunciata da un cupo boato, ha fatto nuovamente tremare il comune di Finale Emilia alle 11.31. Secondo la valutazione diffusa via twitter dall'Ingv, la scossa ha avuto intensità 3,8, con una profondità di 14,9 chilometri.

ERRANI-FORNERO: MISURE PER SISMA
- Per il terremoto in Emilia si cerca di correre ai ripari. Il presidente della Regione Emilia Romagna Vasco Errani e il ministro del Lavoro Elsa Fornero hanno "condiviso'" un ragionamento sugli ammortizzatori in deroga per le aziende dell'Emilia colpite dal terremoto e prima ancora dalla crisi,  che non potranno riavviare subito la produzione.
Lo ha assicurato lo stesso governatore dell'Emilia Romagna, nel corso di una conferenza stampa tenuta insieme al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Antonio Catricalà e al capo della Protezione civile Franco Gabrielli.
LE RICHIESTE - Errani chiede  la "sospensione del pagamento dell'Imu per le case lesionate e le imprese che hanno subito danni'', provvedimenti per il ''credito'' e l'utilizzo degli ''ammortizzatori in deroga su cui con la Fornero abbiamo condiviso un lavoro''.

LA RICOSTRUZIONE - In base a quanto afferma Errani,  ci sarà ''un tavolo di lavoro tra enti locali e governo sul tema fondamentale della ricostruzione'' e in quel tavolo sarà ''posto il tema del patto di stabilità''.

CONTESTAZIONI A MONTI - Oggi il Consiglio dei ministri dichiara lo stato di emergenza e stamattina è il premier Mario Monti ha visitato le zone interessate dal sisma: ma è stato contestato a Sant’Agostino, uno dei comuni più colpiti dal terremoto, dove sabato notte hanno perso la vita 3 operai, mentre lavoravano in un capannone.
"Poteva stare a casa - ha spiegato una signora - è venuto perché questo è un circo mediatico. Abbiamo tanti problemi, c'è rabbia e paura. Da uno Stato ci si aspetta quello che lo Stato dovrebbe fare: fischiamo per esprimere il nostro malcontento".

LA GRANDE PAURA - Lo sciame sismico ha continuato a colpire intorno all’una di stanotte e alle sei di questa mattina. A Finale Emilia, intanto, circa quattromila persone hanno lasciato le abitazioni e dormito in sistemazioni di fortuna, spesso in strada, perché le case sono state sventrate dal terremoto o per paura che possano crollare. Duemila, tra di esse, sono state accolte nei quattro campi allestiti dalla protezione civile.

 

L’EMERGENZA - Sono più di cinquemila gli sfollati in tutta l’Emilia Romagna, e il bilancio è di 47 feriti e 7 morti. Le zone più colpite sono fra Mirandola, San Felice e Finale Emilia, che hanno subito ben 170 scosse di assestamento solo ieri, stando alle rilevazioni dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. E le condizioni del tempo, con pioggia incessante e 8 gradi, non hanno reso vita facile agli sfollati. Non sono ancora stati stimati i danni ingenti ai palazzi e al patrimonio artistico del ferrarese e del modenese.
Sono stati circa 600, intanto, gli interventi dei carabinieri dell’Emilia Romagna per assistere la popolazione nelle zone colpite dal terremoto. Per fronteggiare le attività di assistenza connesse al terremoto sono stati fatti confluire, nelle zone interessate al sisma uomini e mezzi provenienti anche da fuori Regione.

SENZA ACQUA NE' GAS - "La scia sismica, stanotte, è stata costante ed ha provocato la rottura delle tubazioni di acqua e gas", ha detto l'assessore Elisa Poletti stamani al centro operativo misto di Finale Emilia, nel modenese. "Nelle cinque tendopoli che abbiamo allestestito - ha affermato Poletti - la notte è passata abbastanza tranquilla ma, a causa del maltempo, è stato molto freddo. Abbiamo bisogno di coperte e le abbiamo richieste".  

DEROGA AL PATTO DI STABILITA’ -  Il governo, precisa Catricalà, farà tutto quanto è possibile per “la messa in sicurezza provvisionale”, ma “non ci saranno provvedimenti che riguardano la sistemazione dei luoghi, dei palazzi e delle opere, anche se questo non significa che poi il governo intende estraniarsi”.

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di GB
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