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Terremoto, la Protezione civile: "Ecco come comportarsi"


Terremoto, la Protezione civile: 'Ecco come comportarsi'
20/05/2012, 18:05

Il panico può diventare un vero e proprio nemico in caso di un terremoto, come quello che ha colpito l'Emilia ed è stato avvertito in gran parte del Nord-Italia. In casi come questi è bene invece seguire dei comportamenti che possono salvare la vita. La Protezione civile li ricorda sul proprio sito internet. Innanzitutto durante il terremoto, se ci si trova in un luogo chiuso, è bene cercare riparo nel vano di una porta inserita in un muro portante (quelli più spessi) o sotto una trave, per proteggersi da eventuali crolli. Stare vicino ai mobili, oggetti pesanti e vetri che potrebbero cadere addosso è pericoloso: meglio ripararsi sotto un tavolo. Evitare di precipitarsi verso le scale e non usare l'ascensore: talvolta le scale sono la parte più debole dell'edificio e l'ascensore può bloccarsi. Se ci si trova in auto, non bisogna sostare in prossimità di ponti, terreni franosi o spiagge: potrebbero lesionarsi o crollare o potrebbero formarsi onde di tsunami. Se ci si trova all'aperto, allontanarsi da costruzioni e linee elettriche, perché potrebbero crollare. Bisogna restare lontano da impianti industriali e linee elettriche, perche è possibile che si verifichino incidenti. Evitare di andare in giro a curiosare, rischiando di avvicinarsi a pericoli, e raggiungere invece le aree di attesa individuate dal piano di emergenza comunale. Ed evitare di usare il telefono e l'automobile: è necessario lasciare le linee telefoniche e le strade libere per non intralciare i soccorsi. Il decalogo della Protezione civile comprende una serie di indicazioni per la fase dopo il terremoto e consiglia di assicurarsi dello stato di salute delle persone attorno, evitando però di muovere persone ferite gravemente, perché così facendo si rischia di aggravare le loro condizioni. È meglio uscire di casa con prudenza, indossando le scarpe, perché in strada ci si potrebbe ferire con vetri rotti e calcinacci, e poi raggiungere uno spazio aperto, lontano da edifici e da strutture pericolanti.

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di Veronica Riefolo
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