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Il ministro lancia la sua idea per il mondo carcerario

Terremoto, Severino: Impiegare i detenuti nella ricostruzione

Intanto la terra continua a tremare. Ed è allarme maltempo

Terremoto, Severino: Impiegare i detenuti nella ricostruzione
04/06/2012, 19:06

BOLOGNA - Nonostante il terremoto infinito di queste ultime settimane stia mettendo in ginocchio l’Emilia, la domanda alla quale tutti vorrebbero dare una risposta è sempre la stessa: in che modo e quando inizierà la ricostruzione? Mentre le istituzioni locali hanno assicurato ai cittadini dei paesi più colpiti che l’Emilia non diventerà una “gigantesca tendopoli”, a lanciare una prima proposta è il ministro della Giustizia Paola Severino: impiegare parte dei detenuti carcerari per ricostruire la parte di Regione colpita da questo sciame sismico. In altre parole, far lavorare i detenuti non pericolosi per gli interventi urgenti di ripristino e per velocizzare la ripresa. “E’ un’idea, devo parlare con il provveditore e il direttore, ma mi piacerebbe rendere utile la popolazione carceraria non pericolosa per i lavori di ripresa del territorio” ha detto il ministro, specificando che “in un momento come questo del terremoto, che impone interventi immediati e tempestivi, si potrebbe vedere anche parte della popolazione carceraria come protagonista di quella che può essere una ripresa esemplare”. Difficile, ora, fare una stima esatta di quanti potrebbero essere, ma la Severino ha precisato che questi detenuti andrebbero individuati fra coloro che sono già “in regime di semilibertà o non pericolosi”. Secondo il ministro, un impiego di questo tipo per i carcerati “è un’occasione giusta e doppiamente utile: i detenuti si sentirebbero utili alla popolazione, ma dall’altro lato ciò insegnerebbe alla cittadinanza a pensare che un detenuto può essere utile e non un peso alla società”.

DUE INTERVENTI PER IL MONDO CARCERARIO
Sono due le direzioni verso le quali il ministro della Giustizia ha detto di volersi muovere per tutelare il mondo carcerario dal terremoto. “Vogliamo alleggerire il numero dei detenuti provvedendo a spostamenti fuori regione, in modo che ci sia un minimo di sollievo per gli agenti che stanno facendo fronte in maniera eccellente ad una situazione già difficile” ha specificato, precisando che saranno trasferiti almeno 300-350 detenuti dalle carceri di Bologna e Modena. Al contempo, ha proseguito, “stiamo facendo venire da fuori agenti di polizia penitenziaria, per consentire ai colleghi turni di riposo un po’ più rassicuranti”. In seguito al sisma “tutte le celle sono tenute aperte di giorno e di notte” all’interno delle carceri emiliane, ha assicurato Severino.

INTANTO LA TERRA TREMA ED E’ ALLARME MALTEMPO
Nuove scosse in Emilia prolungano il “terremoto infinito” e all’emergenza si aggiunge il maltempo. Sono state più di 70, dopo la mezzanotte, le scosse che si sono abbattute sul territorio modenese anche nel giorno del lutto per le vittime del 29 maggio. Dopo la scossa di grado 5.1 delle 21.20 di ieri, che ha colpito Novi, causando anche il crollo della torre del paese, di quelle odierne, le più forti si sono registrate alle 8.55 (magnitudo 3.9) nei pressi di Concordia e San Possidonio, alle 9.04 (magnitudo 3.4) nei pressi di Concordia e Moglia, e alle 9.21 (magnitudo 3.2) sempre nei pressi di Concordia e San Possidonio. Ad aggravare la situazione è una violenta pioggia che si sta abbattendo dalle prime ore di questa mattina sui comuni colpiti dal sisma. La Protezione civile sta allestendo, nelle decine di tendopoli sparse su tutta la provincia, dei nuovi letti per consentire agli sfollati che dormivano in tende private in parchi pubblici o giardini, di trovare riparo dalla pioggia.

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di Antonio Formisano
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