Cronaca / Nera

Commenta Stampa

La tragedia ha profondamente scosso la comunità italiana

Terremoto: testimonianze degli abruzzesi emigrati in Canada


.

Terremoto: testimonianze degli abruzzesi emigrati in Canada
14/04/2009, 18:04

Sono quasi 40mila gli abruzzesi emigrati in Canada, pionieri di quella che poi sarebbe diventata a Montréal una delle più grandi comunità italiane del Nord America. La Federazione delle Associazioni regionali d’Abruzzo del Québec guidata da Filippo Salvatore si stringe intorno ai terremotati

MONTRÈAL – Sfoglia le foto dei suoi ultimi viaggi in Abruzzo e non riesce a credere che di quella terra siano rimaste sole macerie, pezzi di case, di ricordi e di storia millenaria ammassati per le strade. Filippo Salvatore, presidente della Federazione delle Associazioni regionali d’Abruzzo del Québec ‘piange’ insieme agli oltre 40mila abruzzesi emigrati a Montréal i paesi della sua infanzia distrutti – a volte cancellati del tutto come Onna - in poco meno di un minuto. Guardare il Castello del Cinquecento e la Chiesa di S. Maria di Collemaggio dove si trovano le spoglie del papa Celestino V e che ora sono completamente danneggiati è come guardare degli scheletri di una città fantasma. “Gli abruzzesi che sono qui – ci ha detto Salvatore – sono fieri della loro italianità e ora soffrono immensamente. Tutti i canadesi che hanno imparato attraverso di loro ad amare il nostro Paese partecipano al nostro dramma in un modo incredibile”. Il dolore arriva oltreoceano, ma con esso anche l’amore e la solidarietà. Anche la Federazione partecipa al comitato di lavoro “Sos Abruzzo” a cui hanno aderito numerosi enti con l’obiettivo di raccogliere fondi per aiutare i terremotati a ricostruire le loro case. Generosa ancora una volta come ai tempi del terremoto in Irpinia, in Friuli Venezia Giulia e in Sicilia la risposta degli emigrati. Locandine verranno affisse presso la banca Lauretienne e la Cassa Popolare Italo Canadese per la raccolta dei fondi. “L’amore degli italiani emigrati qui per la loro terra è viscerale”, ha continuato Salvatore ricordando, tra l’altro, l’intenso scambio culturale tra gli studenti universitari di Montréal e quelli italiani. E ancora la visita al castello per la mostra sull’anniversario di Gabrielle D’Annunzio e il Montepulciano al ristorante “Le tre Marie” nella piazza della città. Ricordi come quelli dei tanti abruzzesi che vivono qui e che ora sono distrutti dalle macerie e dal sangue di quella notte indimenticabile. 
 

Famiglia sterminata, la cugina è a Montrèal

MONTRÈAL – “Una donna coraggiosa”. Con queste parole, Silvia Carofiglio, pugliese d’origine residente a Montréal, da meno di un anno ricorda sua cugina Anna Russo ritrovata mercoledì a L’Aquila sotto le macerie insieme ai suoi quattro figli. Nata a Vieste, Anna aveva 44 anni e si era trasferita a L’Aquila circa tre anni fa – ci ha raccontato con il dolore nella voce Silvia – con le sue figlie Rosa, Chiara, Michela e Giusy Germinelli, rispettivamente di 16, 12, 10 e 8 anni. “L’ultima volta che l’ho vista – ci ha detto – mi aveva confidato che voleva ricominciare la sua vita in Abruzzo, avrei dovuto accompagnarla a fare una passeggiata lì, ma poi non ce l’ho fatta ad andare”. Da meno di un mese aveva cambiato casa e abitava al secondo piano di quella palazzina dove pochi giorni fa ha trovato la morte. “È terribile – ci ha detto Silvia, ricordando gli anni in cui avevano studiato insieme in Belgio –, l’ho saputo da internet, alcuni parenti avevano provato a contattarmi con una mail ma non l’avevo letta perchè ero influenzata. Non ci sono parole per il dolore, posso solo dire che Anna ne aveva passate tante nella sua vita ma non si era mai abbattuta. Era una donna straordinariamente coraggiosa”. Le vittime sarebbero state riconosciute dall’ex marito e padre, Antonio Germinelli, secondo quanto si è appreso nel paese garganico da giorni a lutto. “In tutto il paese c'è una grande tristezza”, ha commentato il sindaco di Vieste, Ersilia Nobile. I funerali si sono tenuti lunedì a Vieste (Foggia) nella chiesa di Gesù Buon Pastore, alle ore 10.30, e saranno celebrati dal Vescovo, monsignor Domenico Umberto D'Ambrosio.
 

Yannick Campagna: “La mia famiglia salva per miracolo”

MONTRÈAL – Yannick Campagna, emigrato a Montréal nel 2001 è tornato nel suo paese a pochi chilometri da Onna, il piccolo centro abruzzese cancellato dal terremoto, quattro settimane fa. L’ultima visita prima che Barisciano, dove è nato 31 anni fa, venisse colpito dal sisma. Ora la sua casa d’infanzia non c’è più e la sua famiglia è salva per miracolo. “Sono giorni che io e gli altri che come me sono emigrati e hanno parenti in Abruzzo – ci ha raccontato mentre era nella sua casa a Saint-Léonard – siamo in continuo contatto con la Protezione civile. Alcuni di noi ancora non sono riusciti ad avere notizie, potete immaginare il nostro stato d’animo”. Lo stesso Yannick solo dopo 14 ore dalla notizia del terremoto ha saputo che sua madre Edvige, 72 anni, e sua sorella Gabrielle erano vive. Ha provato a chiamare tutto il paese fino a quando non gli ha risposto un amico che ha una ditta di vetri a Paganica, che è stata completamente sventrata dal terremoto. Poi la telefonata della sorella. “Alla prima scossa, quella delle 3.30 – ha raccontato con la voce rotta dal dolore – sono uscite dalla casa, un secondo dopo le mura si sono sbriciolate e mia mamma si è rotta due costole. Non sapevano cosa fare: il Comune era chiuso, non c’era acqua, nè luce, nè gas. Non avevano neanche le scarpe, niente. Alla fine si sono rifugiate nel campo sportivo di Barisciano e ora si trasferiranno in Svizzera dai nostri parenti in modo da lasciare il posto nell’accampamento a qualcuno che non ha dove altro andare”. Il paese di Yannick si trova a 18 chilometri dall’Aquila, nell’epicentro tra Poggio Picenze e Castelnuovo. Quando le donne sono tornate sul posto accompagnate dai pompieri per recuperare soldi e passaporto lo scenario è stato spettrale. E pensare che Yannick non doveva neanche ritornare al suo paese quattro settimane fa. “È incredibile se penso che di solito, quando torno in Italia, vado o a Roma o a Venezia – ha detto – ma poi all’ultimo abbiamo deciso di restare per qualche giorno nel mio paese d’origine, l’ultimo ricordo prima della tragedia...”. Fa una pausa e con il dolore nel cuore ricomincia. “Vedere le strade dove sono cresciuto completamente distrutte come cancellate dalla montagna di macerie, la mia casa in mille pezzi come se fosse di cartapesta, è stato terribile”. Ma Yannick cerca di farsi forza, in questi giorni tornerà in Italia. “Ai miei concittadini voglio dire di essere forti ma a tutti i paesi – ha detto ricordando la vocazione dell’Aquila come città universitaria – chiedo che diventino una cosa sola per l’Abruzzo come tutta la comunità italiana a Montréal sta già facendo”.  (M.C.)


Il campione Marrone: “Non abbiamo mai dimenticato l’Abruzzo”


MONTRÉAL – “Non abbiamo mai dimenticato”. Nicola Marrone ha la voce rotta dalla commozione e negli occhi ancora le immagini del terremoto, ma sa che la sua gente ce la farà. “Conosco gli aquilani, soprattuto quelli che abitano vicino alla montagna: hanno una forza d’animo eccezionale. Il terremoto li ha piegati, ma non li spezzerà, vinceranno questa dura prova”. Ne è certo, gli aquilani vinceranno la sfida più difficile della loro vita. Lui che di gare ne ha vinte tante: il suo impegno nell’atletica leggera, come agonista, allenatore, organizzatore e giudice di gara ai massimi livelli internazionali ne ha fatto un protagonista non solo della Comunità italiana di Montréal, ma anche un esponente di spicco nel panorama sportivo del Québec e del Canada. A ciò si aggiunge la sua dedizione nell’opera di aggregazione dei connazionali, in particolare di quelli di origine abruzzese. Tanto da ricevere numerosi riconoscimenti, tra tutti l’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine della ‘Stella della Solidarietà italiana’ direttamente dalle mani del console generale d’Italia a Montréal Francesco Paolo Venier. Originario di Fossacesia e trasferitosi a Montréal nel 1952, ha dato lustro e onore al suo piccolo paese abruzzese con i suoi successi come atleta nella marcia su strada, nella corsa e nella marcia su racchette. “Fossacesia come la costa – ha detto – si sono salvate dalla furia del terremoto per fortuna. A tutti gli altri noi vogliamo dire di resistere e che la comunità italiana di Montréal sta lavorando qui come a Toronto, a Vancouver e nelle altre città del Nord America per dare tutto il nostro sostegno ai concittadini e ai paesi che non abbiamo mai dimenticato”.
 

Piccone: “Le strade della nostra infanzia cancellate”

Il presidente dell’Associazione Famiglia Abruzzese racconta il dolore dei connazionali e la mobilitazione degli abruzzesi emigrati in Canada per ricostruire le case delle famiglie terremotate. Ma anche la soddisfazione per la tempestività degli interventi del Governo

MONTRÈAL – Squilla continuamente da quella terribile notte che ha divorato l’Abruzzo il telefono di Guido Piccone, presidente dell’Associazione Famiglia Abruzzese a Montréal. Connazionali preoccupati per i loro parenti, che vogliono sapere di più di quelle strade dove é conservata la loro infanzia o che ancora vogliono dare una mano lo chiamano senza sosta. Tra loro anche gli amici della Corale dell’Aquila venuti anche a Montrèal tempo fa. Solo quattro famiglie qui – come ci ha raccontato Piccone - hanno parenti stretti rimasti nei paesi d’origine e che non sono emigrati in Canada o altrove, ma sono sotto choc non riescono neanche a parlare. “E’ terribile mi ripetono gli abruzzesi che sono qui– ha detto Picone la cui famiglia si trova a Peligna in provincia di Chieti un pò più lontano dai luoghi della tragedia – in tv guardano le immagini di una città che sembra bombardata, ma nel cuore hanno il ricordo delle strade dove giocavano da piccoli. Vedere quegli stessi posti cancellati dalla furia del terremoto, il centro storico distrutto é per tutti loro un dolore enorme, indescrivibile”. E il peggio deve ancora venire. “Molti amici – ha spiegato – stanno capendo solo ora che hanno perso tutto: la casa, il lavoro”. Ed é qui che l’Associazione – nata nel 1969 con i suoi mille contatti - interverrà aderendo al progetto Sos Abruzzo per raccogliere fondi con l’obiettivo di ricostruire le case distrutte dal sisma. E in più con la Fondazione comunitaria italo canadese parteciperà a una campagna congiunta con la Croce Rossa canadese. Altra nota positiva la tempestività degli interventi del Governo. “Per la prima volta – ha sottolineato Piccone – gli italiani all’estero hanno la sensazione che i soccorsi, gli aiuti sono stati immediati ed efficaci, nessuno si lamenta di questo. Ma bisogna continuare a lavorare insieme”. E su questo la comunità italiana é in prima linea.
 

Radio CFMB, una non-stop dal Centro Leonardo da Vinci
Una diretta di solidarietà per i terremotati abruzzesi

La radio italiana di Montréal ha organizzato una radiothon per coinvolgere tutta la popolazione del Québec, non solo quella italiana. Presente anche il Senatore Giordano

di Vittorio Giordano (redattore de "Il Cittadino Canadese")

Montréal – “L’Abruzzo non ha confini: oggi siamo tutti abruzzesi”. Sono le parole  di Ivana Bombardieri, la voce storica di Radio CFMB, protagonista di una maratona telefonica per raccogliere fondi a favore degli sfollati del terribile sisma che ha sconvolto l’Abruzzo e l’Italia intera. La Comunità italiana di Montréal, addolorata per le terribili notizie provenienti da L’Aquila, ha voluto rendere omaggio alle vittime del terremoto con una gara di solidarietà senza precedenti. Non solo quella abruzzese, ma tutta la comunità italo-canadese della città del Québec si è stretta intorno agli italiani sconvolti dal dramma del terremoto. ''Siamo tutti italiani'' ha titolato il quotidiano “La Presse” in un editoriale pubblicato all'indomani del sisma. Le radio ed i media francofoni hanno appoggiato da subito le campagne di raccolta fondi della Comunità. Anche il quotidiano “The Gazette” ha chiesto ai lettori di contribuire alla campagna di aiuto per i terremotati. Radio CFMB - con ai microfoni Ivana Bombadieri, Marco Luciani Castiglia, Silvio Orvieto e Graziella Tommasin - in collaborazione con il Congresso Nazionale Italo-Canadese - regione Québec, ha organizzato una diretta radiofonica dal Salone dei Governatori del Centro Leonardo da Vinci per lanciare continui appelli di solidarietà alla popolazione. Il via-vai degli italiani, e non solo, è stato continuo. Gente semplice che ha offerto 10-20-30 dollari, ma c’è stato anche qualcuno che ha offerto fino a 5 mila dollari. Tutti hanno avvertito l’esigenza di donare qualcosa, grandi e piccoli, giovani e anziani, abruzzesi e non, italiani e non. “Davvero generosa la risposta montrealese alle vittime del sisma: offrire anche una piccola somma può essere significativo e alla lunga può fare la differenza”. Sono intervenuti ai microfoni di CFMB, tra gli altri, Guido Piccone, presidente dell’Associazione Famiglia Abruzzese di Montréal; Giuseppe Di Battista, ex presidente e fondatore della Banca Fiducie Canadienne Italienne; Giovanna Giordano, presidente dei Comites di Montréal; Avv. Antonio Sciascia, Presidente del Congresso Nazionale Italo-Canadese – regione Québec, Tony Tomassi; Ministro della Famiglia del Québec, Massimo Pacetti, deputato liberale a Parliament Hill. In serata, poi, si è recato al Centro Leonardo da Vinci anche il Senatore Basilio Giordano, appena giunto da Roma. “Giovedì scorso sono stato a L’Aquila: una città fantasma, ho visto delle scene terrificanti ed ho provato delle sensazioni che non auguro a nessuno. Ho lasciato l’Abruzzo con lo stato d’animo affranto. Di fronte alla natura cieca e spietata, non siamo niente. Già in autostrada mi ha impressionato l’enorme tentopoli allestita dalla Protezione Civile appena fuori la città: sembrava una campo profughi, un brivido di terrore mi ha sconvolto. Impressionante. Per la prima volta una calamità naturale ha colpito un capoluogo di regione. È tutto bloccato: la stessa Prefettura è inagibile e le autorità sono costrette ad operare nella caserma della Guardia di Finanza. È da qui che Bertolaso conduce le operazioni di soccorso in una regione in ginocchio. Mi sono recato con i miei colleghi tra le macerie: siamo stati dei privilegiati perchè scortati dai vigili del fuoco ma vi posso garantire che lo scenario è stato davvero apocalittico. Le strade sono un cumulo di macerie. Le persone stanno soffrendo, hanno bisogno di tutto. Ed anche se l’Italia è un grande Paese, ben vengano le iniziative come questa del Congresso Nazionale degli Italo-Canadesi. Serve l’aiuto di tutti e sono sicuro che ancora una volta Montréal dimostrerà di avere un grande cuore. Sono convinto che questa raccolta fondi, resa possibile grazie alla Croce Rossa canadese e italiana, si rivelerà un successo eccezionale. Invito tutti i cittadini a contribuire per donare un sostegno concreto a chi ne ha davvero bisogno”.
 

Silvio Berlusconi in onda su LCN

Montréal - Venerdì mattina il canale canadese LCN ha mandato in onda un’intervista esclusiva realizzata con il Primo Ministro italiano Silvio Berlusconi, qualche minuto dopo i funerali di Stato a L’Aquila. Il Premier ha dichiarato di aspettarsi un sostegno importante della Comunità italiana internazionale. Berlusconi ha parlato dei funerali come di un momento di “angoscia incredibile”. “Più di 200 morti erano davanti ai nostri occhi, è un’immagine che resterà nel mio cuore per tutta la mia vita, uno dei più emozionanti”. Il Cavaliere ha parlato degli sforzi del governo italiano per la ricostruzione di L’Aquila e della sua provincia, la zona più toccata dal terremoto. Secondo le sue stime, la maggior parte delle case distrutte saranno riedificate in non meno di 24 mesi. “Le case saranno ricostruite – ha assicurato il Premier – secondo le nuove tecnologie”. Berlusconi ha anche sottolineato che il denaro raccolto andrà alla ricostruzione della regione e lui stesso si è preso la responsabilità di assicurare che “i fondi saranno devoluti ai più bisognosi”.


Marina Cappitti, per "Il Cittadino Canadese" ( www.cittadinocanadese.com )

Commenta Stampa
di Marina Cappitti, inviata dal Canada
Riproduzione riservata ©
LE ALTRE FOTO.