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“Ridurre vulnerabilità patrimonio edilizio”

Terremoto,Maiani: “In aree a rischio l’80% edifici non a norma”


Terremoto,Maiani: “In aree a rischio l’80% edifici non a norma”
20/06/2012, 18:06

ROMA -  In Italia "nelle aree a maggior rischio oltre l'80% degli edifici e' realizzato con criteri non conformi a quelli antisismici". A lanciare l'allarme - davanti alla commissione Ambiente della Camera – è stato il presidente della Commissione nazionale grandi rischi, Luciano Maiani secondo cui al momento "l'unica prevenzione davvero efficace è proprio la riduzione della vulnerabilità del patrimonio edilizio. Il problema è che solo dopo il 2009, anno del terremoto dell'Aquila, l'intero territorio nazionale è classificato come sismico e il Paese ha una norma moderna per le costruzioni". "A colpire gli esperti - ammette Maiani – è che in molte zone manca una cultura generalizzata di quelle 'buone pratiche' costruttive che, da sole, consentirebbero di limitare i danni: bisogna investire sull'educazione delle comunita' locali, tenendo anche conto del fatto che, alla fine, siamo un paese a media sismicità in cui la percezione del rischio da parte del cittadino comune e' comunque bassa". "Il calcolo della pericolosità sismica - ricorda il presidente della Commissione - si e' evoluto negli ultimi anni, ma l'incertezza statistica resta maggiore per le aree a sismicità media e non appare riducibile in tempi ragionevoli: la stessa mappa del rischio sismico è un modello in evoluzione, e andrebbe rivista ogni un certo numero di anni anche se dal confronto della mappa dell'Emilia con i recenti fenomeni non emergono elementi per concludere che il modello elaborato nel 2003 abbia mostrato dei limiti significativi". Quanto ai modelli di previsione statistica, "quelli a breve e medio termine coprono aree e periodi molto estesi con grande variabilità e incertezza dei risultati e non consentono un'azione preventiva ulteriore rispetto a quella già prevista dalla normativa".

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di Erika Noschese
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