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La vicenda iniziò nel 2007. Due attentati falliti

Terrorismo, “Partito armato”: tre condanne a Roma

Il gruppo era sulla falsariga delle Br

Terrorismo, “Partito armato”: tre condanne a Roma
22/11/2011, 12:11

ROMA – Tre condanne e tre assoluzioni: è terminato in questo modo il processo di primo grado al gruppo che aveva progettato la ricostituzione del “Partito armato”, sulla falsariga delle Brigate Rosse. La vicenda è iniziata 3 anni fa, con l’arresto di Luigi Fallico, ritenuto il leader del gruppo, morto poi in carcere il 24 aprile scorso: secondo gli inquirenti, era stato l’uomo a tessere le fila della nuova organizzazione terroristica.
Di lì il processo è andato avanti e ora la Prima Corte d’Assise di Roma ha condannato Massimo Riccardo Porcile a 7 anni e 6 mesi, Gianfranco Zoja a 8 anni e 6 mesi e Bernardino Vincenti a 4 anni e 6 mesi. Sono stati invece assolti, con la formula “perché il fatto non sussiste”, Manolo Pietro Morlacchi, Bruno Bellomonte e Costantino Virgilio.
Associazione sovversiva con finalità di terrorismo sotto il profilo dell’organizzazione e della partecipazione, banda armata e violazione della legge sulle armi, atti di terrorismo con ordigni micidiali e ricettazione erano i reati contestati agli imputati, a seconda delle posizioni. Nel disporre la sentenza la Corte ha annullato la contestazione di associazione derubricandola in cospirazione politica mediante accordo e contestandola ai soli Porcile e Zoja. Tra gli episodi contestati al gruppo, nell’inchiesta iniziata nel 2007, il fallito attentato del 26 settembre 2006 alla caserma “Vannucci” di Livorno, firmato “per il Comunismo Brigate Rosse”, e il progetto di un attentato in occasione del G8 della Maddalena, in Sardegna, poi svoltosi all’Aquila.

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di Antonio Formisano
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