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Terroristi e partigiani, due facce della stessa medaglia


Terroristi e partigiani, due facce della stessa medaglia
25/04/2011, 11:04

E' di ieri la notizia che a Nablus, in Cisgiordania, un estremista ultraortodosso ebreo è stato ucciso e qualche altro è stato ferito (pare due o tre persone) da un poliziotto palestinese. Naturalmente in Italia quasi tutti i TG non hanno spiegato bene cosa sia successo, facendo capire che il poliziotto abbia avuto praticamente un gesto di pazzia o quasi. In realtà è andata così: un gruppo di ultraortodossi hanno deciso di andare a pregare sulla Tomba di Giuseppe, in occasione della Pasqua. SI tratta di un luogo venerato sia dagli islamici che dagli ebrei; ma dato che i riti sono differenti, non accade di rado che ci siano molti che trovino fastidiosa la presenza degli altri. Per questo, e poichè si trova sul territorio palestinese, quando gli ebrei ci devono andare devono in sostanza chiedere il permesso alle forze di sicurezza israeliane, che concordano con quelle palestinesi come regolarsi (non c'è mai un no). Ma si sa che gli ultraortodossi sono quella parte di popolaziuone israeliana che ritengono che tutta la zona compresa tra la Turchia e il canale di Suez sia loro per diritto divino. E quindi hanno ritenuto di non chiedere niente e di andare direttamente lì, forzando il cordone di sicurezza che circonda il luogo sacro. Quando il poliziotto li ha fermati, per impedirgli di proseguire, loro l'hanno spinto via e sono andati avanti. E' chiaro che quella è stata una aggressione, a cui il poliziottio ha risposto nel modo in cui era addestrato a farlo. Non ha fatto bene, però mi chiedo: se un gruppo di persone volessero entrare in piazza San Pietro e al posto di blocco con metal detector che spesso si allestisce per motivi di sicurezza, spingessero via i poliziotti ed entrassero a forza, li lascerebbero passare? Difficile. Accorrerebbero poliziotti e guardie svizzere e li fermerebbero con la forza.
Tuttavia, mi ha colpito un titolo che ho visto, in cui si diceva che l'ebreo ucciso era stato vittima di un "terrorista palestinese". Questo non era un terrorista, era un poliziotto. Però mi ha spinto a ragionare su un punto: che cosa è un terrorista? Qualcuno sa dare una definizione universale? E' un gioco meno facile di quello che si pensa. Anche perchè c'è un piccolo dettaglio: nella storia, il termine "terrorista" ha sempre avuto un significato ben preciso. Per esempio, i tedeschi chiamavano così, durante la Seconda Guerra Mondiale gli appartenenti alle forze partigiane. E quindi terroristi erano coloro che misero la bomba in via Raselli, per esempio, fatto che giustificò (ai loro occhi) la rappresaglia delle Fosse Ardeatine. Terroristi o fiancheggiatori dei terroristi erano per esempio i 15 che furono fucilati a piazzale Loreto, a cui si rispose con lo scempio dei cadaveri di Mussolini e Claretta Petacci. E così via.
E lo stesso è oggi. Piaccia o meno, i "terroristi" di Hamas sono persone che agiscono contro gli israeliani che dal 1967 occupano terre loro; quindi sono da considerarsi non dissimili dagli italiani che combattevano per cacciare i nazisti nel 1944 e 1945. I "terroristi" in Iraq ed Afghanistan combattono contro gli eserciti militari che hanno invaso il loro Paese mettendo al posto dei regimi precedenti (odiosi quanto si vuole, sia quello di Saddam Hussein che quello dei talebani) delle marionette agli ordini di Washington. I "terroristi" ceceni lottano per l'indipendenza del loro Stato rispetto alla Russia. E così via. Facciamoci caso: quando si parla di "terrorismo" nel 99% dei casi c'è sempre qualche occupante e qualche occupato. Fanno eccezione i "terrorismi nostrani", sia di destra che di sinistra; ma quello è un discorso a parte. Quattro giovani scalmanati ed idioti, manipolati da pezzi dello Stato o ad esso collegati, non fanno qualcosa che può essere storicamente importamente, sul lato del terrorismo (lo è sotto molti altri aspetti, a cominciare da quello politico).
SU questo si innesta un altro episodio, che qui voglio ricordare. Mi riferisco ad una sentenza scritta dall'allora Gip di Milano Clementina Forleo, quando sollevò un vespaio di polemiche, scrivendo che alcune persone, rinviate a processo davanti a lei, non erano da considerare terroristi ma guerriglieri. Perchè a questo punto, si pone il quesito: terrorista, guerrigliero o partigiano? In realtà, si tratta della stessa persona da diversi punti di vista. Se lo esamino dal punto di vista dell'osservatopre esterno, io ho un guerrigliero; se lo esamino e mi sento a lui accomunato, io ho un partigiano; se invece lo odio, magari perchè attacca me, io ho un terrorista. Quindi l'uso di questi tre termini, la scelta di quale dei tre utilizzare, non dice nulla sulla persona o sull'organizzazione in questione; ma dice tantissimo su chi utilizza questi termini.

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di Antonio Rispoli
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