Cronaca / Nera

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Magliulo, 47 anni, si nascondeva in un container

Terzigno, catturato il boss del clan Di Gioia


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Terzigno, catturato il boss del clan Di Gioia
12/11/2010, 17:11

NAPOLI - E' stato catturato dai carabinieri del Nucleo investigativo di Torre Annunziata (Napoli) Gaetano Magliulo, sorvegliato speciale e latitante dal dicembre 2009. L'uomo, 47 anni, detto 'Mulignana' o 'Codino', è ritenuto a capo della frangia scissionista dello storico clan 'Falanga-Di Gioia' attiva a Torre del Greco. Magliulo si nascondeva a Terzigno, in un container, che aveva adibito a vera e propria abitazione, poggiato su un terreno in via dei Monaci. Magliulo è destinatario di tre provvedimenti restrittivi: un decreto di fermo emesso dalla Dda di Napoli il 18 dicembre 2009 per estorsione e rapina aggravati dal metodo mafioso; un ordine di custodia cautelare in carcere emesso dal Tribunale di Napoli il 29 dicembre scorso per associazione per delinquere di stampo mafioso ed estorsione aggravata dal metodo mafioso e un ordine di custodia cautelare in carcere emesso dal Tribunale partenopeo, il 18 marzo 2010, per violenza privata e minaccia con l'aggravante del metodo mafioso.
Magliulo, per anni, è stato il braccio destro del boss Gaetano Di Gioia, capo storico dell'omonima organizzazione criminale ucciso in un agguato nel centro di Torre del Greco il 31 maggio 2009. L'uomo, secondo gli inquirenti, aveva assunto la leadership della frangia 'scissionista' che si è formata in seguito all'uccisione del capoclan ed era attualmente impegnato nella ricostituzione del vecchio clan Falanga, attivo nella città del corallo. La considerazione avanzata dagli inquirenti trova riscontro anche nell'episodio avvenuto il 13 febbraio scorso quando un commando armato esitò a esplodere alcuni colpi d'arma da fuoco contro l'abitazione di Filippo Cuomo, figura di spicco del disciolto clan Di Gioia, attualmente collaboratore di giustizia. Magliulo, con altri affiliati al gruppo degli 'scissionisti', si era recato a casa di Cuomo e aveva cercato di "neutralizzare la sua attività camorristica" costringendolo a presentarsi da un altro esponente apicale del nascente sodalizio criminale. L'attività investigativa, coordinata dalla Dda di Napoli, è stata svolta con pedinamenti e intercettazioni che hanno permesso di individuare il nascondiglio del latitante. Da mesi Magliulo, approfittando anche dell'emergenza rifiuti e dei disordini proprio a Terzigno, aveva tentato di mimetizzarsi, ma è stato scoperto. Al momento dell'irruzione dei militari dell'Arma nel container era in compagnia della moglie e dei figli e non ha opposto resistenza.

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di Redazione
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