Cronaca / Nera

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In manette appartenenti a Fedayn e Mastiffs

Tifo violento, perquisizioni e 4 arresti della Digos


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Tifo violento, perquisizioni e 4 arresti della Digos
09/02/2010, 14:02

NAPOLI - Molotov lanciate nel dopo partita, spettatori costretti ad uscire dallo stadio, resistenza a pubblico ufficiale. Sono i tre episodi che hanno portato, nella giornata di oggi, all’arresto di 4 persone, nell’ambito delle attività volte a contrastare le attività violente ed illecite dei gruppi organizzati radicati nelle fila della tifoseria della squadra di calcio del Napoli.
Diego Molino, 30 anni, e Flavio Di Carluccio, 36 anni, sono stati arrestati e condotti in carcere; gli altri due fermati, il 28enne Carlo Misuraca ed il 33enne Fabio Zizolfi, hanno ottenuto invece il beneficio dei domiciliari. Nell’ambito della stessa operazione gli agenti della Digos hanno effettuato una quindicina di perquisizioni, rinvenendo manganelli, coltelli e fumogeni.
Le ordinanze cautelare e le perquisizioni hanno riguardato due gruppi di tifosi organizzati in 'Fedayn' e 'Mastiffs'. Gli episodi che hanno portato agli arresti si sono verificati durante e subito dopo tre incontri di calcio del campionato di Serie A.

Napoli-Milan 23.3.2008
Diego Molino, appartenente ai Mastiffs, è stato sorpreso mentre portava, insieme ad altre persone, due bottiglie molotov all’interno dello stadio. I contenitori erano stati riempiti con liquido infiammabile ed era stato preparato un innesco incendiario, costituito da uno stoppino al vertice. Le bottiglie preparate in questo modo vanno considerate, si legge in una nota della Procura, armi da guerra a tutti gli effetti.
Molino è stato identificato grazie alle immagini estrapolate dal circuito di videosorveglianza dello stadio San Paolo: è stato visto mentre consegnava le molotov ad un complice, che aveva il compito di lanciarle verso il settore occupato dai tifosi ospiti, e gli indicava come fare. Una delle bottiglie esplose a pochissimi metri dai tifosi ospiti e dagli stewards. L’ordinanza di custodia cautelare è motivata, oltre che dall’incendio, dal fatto che il comportamento di Molino “configura, con ogni evidenza, atto idoneo a cagionare lesioni personali gravissime tanto ai tifosi ospiti quanto agli stewards presenti”.

Napoli-Siena 27.9.2009
Flavio Di Carluccio è stato bloccato per un grave episodio di resistenza a pubblico ufficiale. Gli agenti in servizio presso lo stadio San Paolo hanno appurato che il 36enne, dopo essere riuscito ad entrare nella struttura indebitamente, si è scagliato contro i poliziotti che tentavano di bloccarlo colpendoli con calci e pugni; uno degli agenti, nella circostanza, aveva dovuto ricorrere alle cure mediche ed era stato giudicato guaribile in 7 giorni.
Era il periodo in cui era nel vivo la protesta dei Fedayn, gruppo ultras collocato in curva b, contro l’introduzione della cosiddetta “tessera del tifoso”. Le contestazioni, che ebbero luogo su tutto il territorio nazionale, videro gli ultras impegnati in volantinaggio, affissioni di manifesti, scritte sui muri e anche con iniziative violente messe a segno durante gli avvenimenti agonistici. Nella giornata del 27 novembre, prima della partita, i Fedayn tappezzarono molte vie della città con un manifesto in cui si esprimeva dissenso per la tessera del tifoso. Di Carluccio fu bloccato alle 16.40 circa, quando mancava poco alla fine dell’incontro, ai varchi di accesso del settore della curva b (tornello 10), mentre erano in corso scontri tra alcuni tifosi posti all’esterno dello stadio ed alcuni degli agenti di polizia impegnati nel sevizio di vigilanza.

Napoli – Chievo, 31.5.2009
Particolare il caso di Fabio Zizolfi e Carlo Misuraca, esponenti di rilievo dei Fedayn. Entrambi, in concorso tra loro e con altre persone, sono ritenuti responsabili di avere costretto con la forza tutti i tifosi presenti a partecipare alla manifestazione organizzata dal gruppo ultras. La protesta fu decisa per manifestare disapprovazione per i risultati mediocri del Napoli. Oltre agli ultras, che avevano scelto di abbandonare la curva a in segno di protesta, anche gli altri tifosi furono costretti ad allontanarsi.
Il circuito di videosorveglianza dello stadio ha ripreso Misuraca e Zizolfi mentre, insieme ad altre persone del gruppo, prima intimano tramite megafono agli altri presenti di lasciare gli spalti, accentuando il significato intimidatorio della richiesta facendo esplodere petardi, poi spingono con la forza alcune persone verso le uscite. In quella occasione alcune centinaia di persone dovettero lasciare lo stadio circa un quarto d’ora prima della fine dell’incontro. L’azione, secondo le forze dell’ordine, doveva servire da plateale dimostrazione di forza e solidità dell’organizzazione.

Alla luce di questi arresti (e degli scontri più recenti di Udine), è più che verosimile che i tifosi napoletano debbano dire addio alle trasferte per un bel po’ di tempo. La conferma è arrivata a margine della conferenza stampa in Procura, direttamente dal questore Santi Giuffre’. "E' pero' innegabile – ha spiegato il Questore - che i fatti accaduti a Udine lascino poco spazio ad ulteriori trasferte per i supporters della squadra napoletana. A Udine, grazie anche al barista che riconosce gli aggressori, si arriva agli arresti. Nessuno di quelli scacciati dalla curva, invece, ha fatto denuncia". Una serie di azioni che arriva in concomitanza con l'incontro di domenica prossima tra il Napoli e l'Inter "ma si tratta solo di una coincidenza", precisa il procuratore capo di Napoli Giovandomenico Lepore.
Le indagini sono state condotte da un gruppo di lavoro specializzato della Procura di Napoli e della Digos che opera in riferimento ai reati da stadio. "Si tratta di balordi, ma persone che comunque sanno fare bene il loro lavoro di ultra', sanno sfuggire alle identificazioni, e per questo la guardia non puo' essere abbassata", dice il capo della Digos Antonio Sbordone. Gli agenti hanno effettuato anche una quindicina di perquisizioni, in abitazioni di altrettanti membri di gruppi "Fedayn" e "Mastiffs", trovando alcuni temperini, un coltello, due passamontagna, alcuni proiettili, un fumogeno e due manganelli di ferro. "Ma non si tratta di perquisizioni relative agli incidenti di Udine - precisa il procuratore aggiunto Giovanni Melillo - ancorche' e' probabile che alcune di queste persone fossero li' domenica". Secondo Melillo, la camorra "non gestisce i gruppi di tifosi ma alcuni camorristi frequentano lo stadio. Vi partecipano, ma non c'e' una regia". "E' pero' innegabile - aggiunge il questore Santi Giuffre' - che i fatti accaduti a Udine lascino poco spazio ad ulteriori trasferte per i supporters della squadra napoletana. A Udine, grazie anche al barista che riconosce gli aggressori, si arriva agli arresti. Nessuno di quelli scacciati dalla curva, invece, ha fatto denuncia". Una serie di azioni che arriva in concomitanza con l'incontro di domenica prossima tra il Napoli e l'Inter "ma si tratta solo di una coincidenza", precisa il procuratore capo di Napoli Giovandomenico Lepore.

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di Nico Falco
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