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Da Aprile la casa farmaceutica che lo produce ha deciso

Tinset ritirato dal commercio, vietati mucolitici a neonati

Aulin invece in vendita anche se alcuni Paesi la bandiscono

Tinset ritirato dal commercio, vietati mucolitici a neonati
14/05/2012, 20:05

Da Aprile scorso è stato ritirato dal commercio il farmaco “Tinset gocce orali allo 0,25%”. Si tratta di un antistaminico destinato a bambini piccoli. Anche se la stampa, in particolare nazionale, non ha dato molto risonanza alla notizia, va detto che la decisione è stata presa dall’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) a causa di un problema di stabilità della soluzione che potrebbe influenzare l’attività del conservante (non un problema di sicurezza del principio attivo oxatomide).
Attualmente l’unica formulazione disponibile nelle farmacie quella più concentrata, per adulti, cioè Tinset gocce orali al 2,5%, che però dev’essere assunta con grande attenzione e comunque sia in attesa che i foglietti illustrativi di Tinset-oxatomide vengano aggiornati il consiglio è di affidarsi sempre alle informazioni del medico.
Allo stesso tempo è stata presa le decisione di non somministrare ai bambini di età inferiore ai 2 anni mucolitici perché un’indagine ha rivelato molti casi di ostruzione respiratoria importante e di aggravamento di bronchiolite acuta nei bambini trattati con i mucolitici. Sono farmaci, infatti, che determinano un aumento delle secrezioni bronchiali favorendo l'eliminazione del muco;  i bimbi al di sotto dei 2 anni, hanno però difficoltà ad eliminare efficacemente tali secrezioni  attraverso la tosse.
Tra tutte queste prese di posizione da parte dell’Aifa quello che sorprende è che invece nei riguardi dell’Aulin (il cui generico è il Nimesulide), che è stato ritirato dal commercio in diversi Paesi e in altri addirittura vietato per i suoi gravi effetti collaterali, non abbia fatto proprio nulla. Ma anzi in Italia, in controtendenza di quei Paesi che lo vietano, è prescritto talmente tanto da renderla prima nel mercato globale con il 60% della produzione mondiale di Nimesulide.
Sul sito “informare per resistere” si legge inoltre che l’Aifa “si è solo limitata a girare ai medici italiani una circolare dell’Emea (l’Agenzia europea del farmaco) che, a febbraio scorso, ha imposto ai medici di prescrivere Nimesulide solo se gli altri antidolorifici non hanno avuto effetto, mai per febbre o influenza. E comunque per non più di 15 giorni”. Ed inoltre che “In Italia, la Nimesulide è il principio attivo di diversi farmaci: Algimesil, Antalgo, Areuma, Dimesul, Domes, Efridol, Eudolene, Fansulide, Flolid, Isodol, Ledolid, Ledoren, Nerelid, Nide, Nimenol, Nims, Noxalide, Resulin, Solving, Sulidamor, Fansidol, Sulide, Idealid, Delfos, Domes, Noalgos, Algolider, Aulin, Fansidol, Mesulid, Nimesil, Remov, Migraless, Edemax, Mesulid Fast, Nimedex e in molti farmaci generici”.
La colpa imputata al farmaco è quella di creare nel paziente una grave insufficienza epatica tanto che in alcuni casi i pazienti sono stati costretti al trapianto di fegato e per questo Stati Uniti, Giappone, Gran Bretagna, Canada e Germania hanno deciso di toglierlo dal mercato. Qualcosa non torna o no?

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di Simona Buonaura
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