Cronaca / Giudiziaria

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Tommasino, un omicidio due ergastoli, nessun movente -video


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Tommasino, un omicidio due ergastoli, nessun movente -video
10/03/2014, 13:12

Chiara la dinamica. Noti gli autori. Ma il mistero, nonostante 5 anni di indagine e di processi, resta. Il delitto di Gino Tommasino, il consigliere comunale del Pd ucciso nel 2009 a Castellammare di Stabia, in provincia di Napoli, è uno di quei gialli investigativi da perderci la testa.

Ma veniamo agli esiti del processo d'appello: confermati i due ergastoli per i killer Renato Cavaliere e Catello Romano. Mentre per il pentito Salvatore Belviso, ex reggente del clan D'Alessandro, la sentenza ha livellato di qualche mese la precedente pena passando da venti a diciotto anni di reclusione.

Tommasino fu ammazzato a corso Europa, nella cittadina stabiese, da un commando composto da quattro persone (oltre ai tre imputati, c'era anche il pentito Catello Polito, condannato a dieci anni con rito abbreviato e inizialmente passato a collaborare con la giustizia).

Nonostante anni e anni di indagini e malgrado la presenza di un collaboratore di giustizia assai addentrato nelle cose malavitose stabiesi come, appunto, Salvatore Belviso, il motivo dell'assassinio non è mai stato chiarito. Così come non è mai stato chiarito se sia esistito un livello politico nell'omicidio. Molte le piste battute dagli inquirenti per contestualizzare l'omicidio: la privatizzazione delle Terme; uno sgarro all'interno della cosca di Scanzano; un accordo su un appalto comunale non andato a buon fine. Certo è che, dalle parole dei collaboratori di giustizia che hanno deposto nel processo, emerge uno scenario inquietante a Castellammare di Stabia dove camorra, imprenditoria collusa e politica spesso vanno a braccetto.

 

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di Redazione
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