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Tonino Amato:"Lancio l'allarme per Cava Vitiello"


Tonino Amato:'Lancio l'allarme per Cava Vitiello'
08/10/2010, 20:10

Sopralluogo sulla discarica di Terzigno della III Commissione Speciale sui siti rifiuti. Antonio Amato (Presidente Commissione): «La puzza non c’era, ma Cava Sari è una ferita per l’Italia. Lancio l’allarme per Cava Vitiello», Mario Casillo (consigliere regionale PD): «Importante il no alla seconda discarica del vicepresidente della commissione e consigliere PDL Mafalda Amente»

«Il miracolo della puzza, almeno per stamane e i giorni a venire, c’è stato, ma quella discarica sul Parco del Vesuvio è una ferita per l’Italia. E lancio un allarme per Cava Vitiello: al momento la sciagurata ipotesi di aprire una seconda discarica è bloccata, ma, nel frattempo, secondo le testimonianze raccolte dalla stessa ASIA, sembra che qualcuno, non si sa bene chi, continui a lavorare, anche con esplosivi, in quell’enorme invaso» lo afferma il Presidente della III Commissione speciale per i siti rifiuti, ecomafie e bonifiche Antonio Amato al termine del sopralluogo svolto questa mattina dalla Commissione sulla discarica di Cava Sari e sulla Cava Vitiello, la prima effettuata in loco da una rappresentanza istituzionale campana. Oltre ad Amato hanno partecipato al sopralluogo il vicepresidente della Commissione Mafalda Amente, il consigliere regionale Mario Casillo, alcuni responsabili dell’Ente Parco del Vesuvio tra cui il Prof. Giuseppe Luongo, il sindaco di Trecase Gennaro Cirillo, il Direttore di Legambiente Campania Raffaele Del Giudice, ed alcuni rappresentanti dei comitati. La delegazione è stata accompagnata dal responsabile dell’ASIA l’ing. Amitrano «E’ vero che stamattina il fetore non si avvertiva per l’attività di copertura effettuata e il maggior controllo del flusso rifiuti. Ma fino a pochi giorni fa non è stato così e la puzza si sentiva anche a decine di km di distanza» afferma ancora Amato «Uno dei dati più sconcertanti è quello del conferimento in discarica del rifiuto tal quale a causa del declassamento dei CDR a STIR. Non è responsabilità del gestore della discarica l’ASIA, ma del mancato adeguamento degli STIR al trattamento biologico per la stabilizzazione dei rifiuti. Un’operazione da realizzare immediatamente insieme agli impianti di compostaggio che sono pronti ed inspiegabilmente restano chiusi, ed alla gestione della discarica attraverso lotti funzionali sì da permettere un pieno controllo, anche visivo, dei rifiuti conferiti. Ieri sono stati bloccati alcuni carichi di pneumatici. Come ci erano arrivati? Abbiamo verificato che ancora mancano impianto fognario e quello per l’irrigimentazione delle acque meteore, e che la discarica sarà esaurita a dicembre» conclude Amato «ed al momento ci hanno rassicurato che non è partito alcun lavoro di ampliamento. Noi restiamo allertati sula vicenda e torneremo presto in loco per verificare, anche nelle prossime settimane, la corretta gestione della discarica esistente» Anche il consigliere del PD Casillo sottolinea come sia «singolare che proprio stamattina, in coincidenza della nostra visita, non si sia percepito alcun tipo di miasma. Per stessa ammissione dei tecnici dell’
Asia, infatti, da qualche giorno si stanno conferendo solo rifiuti stabilizzati e non più freschi, soggetti quindi a decomposizione. Un trattamento che si sarebbe dovuto adottare da sempre e non solo da qualche giorno. Da oggi vigileremo affinché la discarica venga gestita correttamente fino alla sua naturale chiusura». Casillo esrpime comunque la sua soddisfazione per l’esito del sopralluogo, soprattutto perché «Sia il presidente che il vicepresidente della commissione, Amato e Amente, si sono detti contrari non solo all’apertura di una seconda discarica all’interno del parco nazionale del Vesuvio, ma anche all’ allargamento di quella esistente. Sono lieto che i colleghi abbiano riconosciuto la legittimità della mia battaglia contro il progetto del governo di aprire un secondo sversatoio sul Vesuvio». La visione del possibile invaso Vitiello ha destato sconcerto nel presidente Amato «Come si può immaginare di scaricare qui 3 milioni di tonnellate di rifiuti? E chi sta lavorando attualmente in questo invaso? Con quali autorizzazioni? Camminiamo su quintali di monnezza già sotterati qui negli ultimi trent’anni. A pochi metri c’è il primo invaso della Sari, ormai abbandonato e mai messo in sicurezza. Lo scempio del Parco del Vesuvio deve finire»

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di Redazione
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