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Tonnellate di amianto nel pontino, lo sdegno della Di Marcantonio


Tonnellate di amianto nel pontino, lo sdegno della Di Marcantonio
11/05/2011, 11:05

 “Il mesotelioma è un termine che potrebbe apparire pieno di poesia se non fosse collegato ad una delle malattie più infide contratte da coloro che per anni sono stati esposti all’amianto”. Comincia così il commento di Camelia Di Marcantonio, responsabile per la provincia di Latina dell’Italia dei Diritti, in risposta al primo studio sul territorio da parte del centro regionale amianto. Secondo una stima approssimativa tra Aprilia e Anzio sarebbero presenti seimila tonnellate e duecento chilometri quadrati della pericolosa sostanza.

“Nella nostra provincia – afferma la Di Marcantonio - per anni si è trascurato il fatto che alcune delle multinazionali presenti sul territorio, in realtà, hanno avvelenato lentamente i lavoratori che in quelle industrie operavano”.

“La normativa italiana è ancora carente rispetto alle malattie correlate all’esposizione dell’absesto, termine con cui si indica scientificamente l’amianto”. Secondo la referente locale del movimento presieduto da Antonello De Pierro la proposta di legge, depositata dal Partito di Rifondazione Comunista, per una mappatura completa e rimozione totale dell’amianto, giunge a proposito, per riempire un vuoto normativo italiano.

“La speranza – continua la Di Marcantonio – è che l’iniziativa della sinistra non sia il solito spot elettorale e che continui, ad urne chiuse, il prossimo 17 maggio”.

A sentire le testimonianze delle famiglie dei lavoratori, ex Goodyear e Fulgorcavi, si viene a conoscenza di una vita di traversie tra ambulatori ed ospedali, fino all’evento tragico. “Un evento tragico che – incalza l’esponente dell’Italia dei Diritti – lascia sola la famiglia anche di fronte ad una giustizia che non dà risposte in positivo ai congiunti dei deceduti d’amianto”. I diritti negati agli esposti all’amianto sono stati portati a Strasburgo, presso la sede della Corte di Giustizia Europea, lo sottolinea la Di Marcantonio che precisa: “Le censure mosse dalla Corte all’Italia sono rimaste fino ad oggi lettera morta”.

“Il problema dell’amianto si aggiunge ai già tanti veleni della nostra provincia, due centrali nucleari, il Garigliano e una discarica traboccante a Foce Verde – conclude la referente locale – stringono la nostra provincia in una morsa, speriamo non sia una morsa mortale”.

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di Redazione
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