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Tonno rosso, sabato si aprono i lavori della Cites


Tonno rosso, sabato si aprono i lavori della Cites
09/03/2010, 14:03


ROMA - Sabato si aprono i lavori della CITES a Doha, in Qatar, e, in vista dei tempi così stretti, sarà presumibilmente definita domani in seno al Comitato dei Rappresentanti permanenti degli Stati membri presso l'UE (Coreper), la posizione dell’Unione europea in merito alla proposta di inserire il Tonno Rosso tra le specie in via d’estinzione (e come tali oggetto di un bando del commercio internazionale). Quello dell’inserimento del Tonno nell’Appendice I, scelta che Lega Pesca continua a ritenere sbagliata, perché non tiene in considerazione le diverse opzioni di tutela della specie né la salvaguardia del diritto al lavoro degli operatori, e se non altro prematura, in assenza di dati scientifici certi, è un epilogo purtroppo annunciato da tempo, dichiara Ettore Ianì, presidente di Lega Pesca, si tratta di capire se e in che modo si riuscirà a contenere danni, che si preannunciano gravissimi, per un comparto produttivo tra i più importanti per l’economia ittica italiana. Ogni già flebile chance di scongiurare la CITES, continua Ianì, rischia di essere spazzata via dal peso del nuovo e pressante appello a favore rilanciato dall’amministrazione Obama, cui l’UE non può non essere sensibile. Se a questo punto è assodato il via libera, seppur condizionato, della UE, le uniche speranze sono riposte nell’esito dei negoziati in sede CITES, dove è necessario il consenso dei due terzi dei Paesi e può avere un ruolo significativo la netta contrarietà del Giappone ad ogni forma di divieto. Per ora, la necessità imprescindibile di attutire l’impatto socioeconomico di un eventuale bando commerciale è stata portata avanti con coerenza da Francia e Italia - spiega Ianì – che sono ferme nel richiedere deroghe specifiche volte al mantenimento della pesca artigianale e, soprattutto, un contributo finanziario straordinario e aggiuntivo da parte UE per le misure di accompagnamento socio economico per le flotte ed equipaggi in dismissione. L’auspicio di Lega Pesca è che almeno queste richieste, già presenti in parte nel testo di compromesso della presidenza spagnola, trovino consenso in seno al Consiglio, e che non prevalga la posizione di Regno Unito, Paesi Bassi e Svezia, che chiedono un divieto immediato e si oppongono a qualsiasi ulteriore impegno finanziario. Ciò mentre tutti i Paesi mediterranei invocano un rinvio a maggio 2011, per attendere i pareri scientifici sullo stato della risorsa che saranno formulati in sede ICCAT e discussi a novembre a Parigi nella sessione annuale della Commissione internazionale per la conservazione dei tonnidi dell'Atlantico. Il testo di compromesso della presidenza spagnola vincola l’inserimento in appendice I ad una serie di condizioni, per attenuare l'impatto sociale ed economico dell'attuazione del divieto del commercio internazionale di tonno rosso. Tra le condizioni figurano: - un termine d'attuazione del divieto del commercio del tonno rosso (appena possibile nel dicembre 2010 e al più tardi nel maggio 2011); - una deroga a questo divieto per permettere il mantenimento di una pesca artigianale di tonno rosso - aiuti per programmi di ristrutturazione e di sostegno a favore delle imprese e dei pescatori colpiti dal divieto (soprattutto i pescherecci con ciancioli di Mediterraneo).

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di Redazione
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