Cronaca / Sanità

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Le indagini dopo il decesso di un paziente in coma

Torino, infermiera sospettata per presunta eutanasia


Torino, infermiera sospettata per presunta eutanasia
18/08/2009, 15:08

Sandro Lepore, 42 anni, era stato ricoverato il 7 agosto scorso all’ospedale San Giovanni Bosco di Torino. Aveva tentato il suicidio con una overdose di oppiacei ed era finito in coma irreversibile. E’ deceduto circa una settimana dopo, il 13 agosto, in seguito ad una iniezione di calmanti rivelatasi letale. Dopo la morte del paziente, a quanto si apprende, un medico della rianimazione avrebbe presentato un esposto relativamente ad alcune anomalie che sarebbero state riscontrate poco prima del decesso. Il sospetto, quindi, è che l’infermiera abbia volontariamente provocato la morte di Lepore, somministrandogli una dose di calmante che sapeva essere letale; in altre parole, eutanasia.
Claudio Mellana, direttore amministrativo dell’Asl 2 di Torino, ha confermato che le indagini sono in corso. “Siamo in attesa degli sviluppi dell’inchiesta della magistratura, - ha dichiarato, - sappiamo che una nostra dipendente ha ricevuto un avviso di garanzia e, al momento, abbiamo deciso di allontanarla dal servizio e di collocarla in un’altra attività non direttamente a contatto con i pazienti”.
L’infermiera, che si è rivolta all’avvocato Claudio Maria Papotti, è stata ascoltata questa mattina dal magistrato e per il momento si è avvalsa della facoltà di non rispondere, probabilmente in attesa di conferire con proprio legale, che sta rientrando a Torino dalle ferie per seguire la vicenda. “Occorre prudenza, - ha spiegato l’avvocato Papotti, sottolineando che si tratta di una “vicenda per nulla assimilabile a casi ben più noti, come quello di Eluana. I protocolli terapeutici adottati in casi di malati terminali conoscono soglie di tolleranza. Il fatto sarà approfondito nelle sedi opportune”.

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di Nico Falco
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