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Ennesima combinazione del peggio dell'Italia attuale

Torino: la 16enne ritratta lo stupro, ma la violenza sui rom?


Torino: la 16enne ritratta lo stupro, ma la violenza sui rom?
12/12/2011, 09:12

TORINO - Dopo 24 ore, la sedicenne torinese che ha falsamente accusato due stranieri di averla violentata, ha ritrattato, confessando di essersi inventata tutto. Ma questa storia è l'insieme di tutto il marcio della società italiana

1) Le imposizioni familiari sulla vita dei figli. Purtroppo molti genitori sono convinti che basti dare ordini ai figli e si è risolto tutto. Ma non è così. Il punto è molto semplice: i figli sono persone che hanno una propria fisionomia mentale, sviluppano proprie idee e il proprio carattere. Non sono pupazzi che aspettano il burattinaio che li faccia muovere con dei fili. Sono in grado di muoversi da soli, di fare le loro esperienze e di costruire la loro vita. E' chiaro che il ruolo dei genitori è essenziale, ma non è quello di burattinaio: devono essere la rete che li protegge (per quanto possibile) dai loro errori ma anche la cura per le ferite morali e materiali che i ragazzi si fanno. Un altro dato importante riguarda la sessualità dei giovani. La cretinata di inculcare alle ragazze di dover arrivare vergini al matrimonio (come era stato fatto con questa ragazza) non funzionava un gran che due secoli fa, figuriamoci oggi. Anche la sessualità è un aspetto della crescita individuale; e come tale non può essere comandato a bacchetta. Certo, qualche insegnamento su una giusta sessualità è importante; ma da quello che si è letto, i genitori non erano certo le persone più adatte a darli. Infatti, pare che si tratti di due persone molto religiose e devote; una pessima situazione ambientale per una crescita libera e consapevole. Infine, la solita (perchè è così) ostilità dei genitori verso il fidanzato della ragazza. Può essere anche un delinquente, ma perchè interferire? Se lo si fa, l'unico risultato che si ha è una ripicca che allontana la ragazza dalla famiglia. Invece, stare vicino alla ragazza, lasciarle sempre una porta aperta per ritornare accolta da un abbraccio sarebbe stata una scelta molto più favorevole.

2) I titoli razzisti dei quotidiani. Questo è un problema che esiste da anni. Ogni volta che c'è un reato ad opera di stranieri, su tutti i mass media si calca l mano sull'aspetto "forestiero" dei protagonisti. In parte lo si fa anche quando il reato viene compiuto da meridionali (quante volte si leggono frasi come "viveva a Cremona, ma era di origini meridionali", e mai "viveva a Bari, ma era di origini bergamasche"). Non c'è da stupirsi che poi, quando bisogna inventarsi un reato, la colpa sia data a loro. Perchè non è la prima volta che accade. In questi giorni Erika - dopo 12 anni di galera per l'omicidio della madre e del fratellino - è stata messa in libertà. Ma chi ha buona memoria ricorderà che nelle prime ore dopo l'omicidio la ragazza, allora minorenne, per nascondere ciò che aveva fatto con il fidanzato Omar, disse che erano stati degli albanesi. E per un paio di giorni nella zona meridionale del Piemonte si stava quasi per scatenre una "caccia all'albanese". Ieri la stessa cosa: la colpa è stata data falsamente a due rom, con titoli a tutta pagina sull'origine dei presunti violentatori. Però a me non è mai capitato di leggere "ragazzina rom viene violentata da due torinesi" o "da due veneziani".

3) La reazione violenta della popolazione. E qui arriviamo allo schifo peggiore. Che ogni scusa è buona per lanciare aggressioni - vigliacche, perchè fatte di notte, con una proporzione di 10 ad uno rispetto alle vittime e spesso con l'appoggio delle forze dell'ordine - contro queste comunità povere. Perchè poi le aggressioni sono fatte sempre contro gruppi poveri: albanesi, rom, nordafricani, ecc. Come in questo caso, con l'incendio del campo rom, fatto a Torino (secondo voci insistenti, organizzato dagli ultrà della Juventus, anche se loro negano). Ma anche come l'incendio del campo rom fatto a San Benedetto del Tronto, quando un rom ubriaco alla guida di un furgoncino investì due scooter, uccidendo quattro ragazzi (ma quando il Natale successivo un "figlio di papà" ubriaco a Bergamo con suo Suv schicciò una autovettura uccidendo padre, madre e due bambini molto piccoli, nessuno andò a bruciare la cittàdi Tradate, dove questo omicida abitava. Altra differenza: il rom è stato condannato a 6 anni e mezzo di carcere, il "figlio di papà" non è mai stato processato). Oppure l'incendio del campo rom fatto a Pomigliano, quando una rom, entrata in un appartamento per rubare, venne condannata per il tentato sequestro di un bambino (mai provato, dato che nessuno ha visto la donna con il bambino in braccio). Insomma, tanti casi che dimostrano il forte razzismo che invade sempre più la vita della nostra nazione.


Nel 2007 scrissi un articolo, sulla "disinformatja" (termine "alla russa" per indicare la disinformazione su base razzista effettuata dai giornali) e sui suoi effetti sulla popolazione. In pratica dicevo che questo serviva per "indirizzare" e far scaricare la rabbia della gente verso quelle persone che, per le proprie condizioni, non potevano reagire. Ovviamente, in questo periodo di crisi la rabbia della gente - per la povertà e le difficoltà di vita - è molto maggiore e diretta verso le "caste". E quindi ecco che questi episodi sono quelli ideali per deviare la rabbia verso le solite vittime. Perchè chiaramente adesso i quotidiani fanno articoli lacrimevoli sulla povera ragazza che è stta costretta a mentire da un destino cinico e baro, non articoli molto duri che spiegano che la ragazza in questione si è macchiata di reati gravissimi: calunnia, diffamazione e procurato allarme.

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di Antonio Rispoli
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