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Torino: lettera razzista contro bigliettaia musulmana di Venaria


Torino: lettera razzista contro bigliettaia musulmana di Venaria
01/06/2009, 09:06

C'è stato uno spiacevole episodio, alla Reggia Reale di Venaria, uno dei posti più belli creati dalla Casa Regnante Sabauda nella sua storia, a soli 3 K. da Torino. Oggi è un monumento da visitare, con tanto di biglietto. Ma pochi giorni fa una turista genovese ha mandato una lettera a "La Stampa", il quotidiano di Torino, per dire che li ha sconcertati (la donna ha scritto di parlare a nome del suo gruppo) la presenza alla biglietteria di una ragazza col velo islamico. La ragazza in questione è Yamna Amellal, 35 anni, marocchina e sposata con un pakistano. Che effettivamente, in ossequio alle regole della religione islamica (anche il Corano, come la Bibbia, scrive che le donne devono vestire in maniera pudica; cosa che viene interpretata in vari modi nel mondo) porta il velo che le copre la testa, in pratica una sorta di foulard. Appresa la notizia nei gironi scorsi la ragazza si è preoccupata di eventuali ripercussioni sul lavoro - un lavoro che la occupa da due anni - anche se i primi a starle vicini sono stati proprio i suoi colleghi di lavoro, che hanno addirittura indossato veli e kefiah, a dimostrazione della loro solidarietà.
Anche nelle interviste che Yamna ha rilasciato al quotidiano torinese, ha dimostrato di non essere affatto una estremista, ma anzi, di cercare il dialogo, chiedendo pubblicamente alla signora autrice della lettera in questione per quale motivo ha inteso scrivere così.
E ha pienamente ragione, visto che il rispetto della religione è una delle prime libertà che la nostra Costituzione garantisce nel nostro Paese.

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di Antonio Rispoli
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