Cronaca / Sanità

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La mamma soffriva di beta talassemia

Torino, nata prima bimba dopo trapianto ovarico

La piccola si chiama Aurora e pesa 3,670 kg

Torino, nata prima bimba dopo trapianto ovarico
15/03/2012, 11:03

Si chiama Aurora, pesa 3,670 kg e verrà ricordata come la prima bimba nata in Italia dopo un autotrapianto di tessuto ovarico. La piccola è venuta alla luce questa mattina nell’ospedale Sant’Anna di Torino. La sua mamma, Rosanna di 29 anni, è la prima donna italiana ed una delle prime al mondo, ad essere riuscita a portare a termine la gravidanza grazie alla conservazione del proprio tessuto ovarico che era stato “crioconservato” prima che la donna si sottoponesse ad un ciclo di chemioterapie. Il risultato è il frutto del lavoro dell’equipe della clinica di ginecologia dell’ospedale torinese, diretta dalla dottoressa Chiara Benedetto. La neo mamma soffriva di beta talassemia, altrimenti chiamata anemia mediterranea, dall’età di 21 anni. La malattia l’ha costretta ad un trapianto di midollo osseo e ad una chemio che l’avrebbe resa sterile. Rischio scongiurato dal prelievo del suo tessuto ovarico, congelato e conservato in azoto per 8 anni, e poi reimpiantato nella donna una volta guarita. Questo le ha permesso di restare incinta e di dare alla luce Aurora. La particolarità sta nel fatto che, quando Rosanna fu considerata in pericolo a causa della grave forma di talassemia major di cui era affetta, non c’era più tempo per una tradizionale stimolazione ormonale ed il conseguente prelievo degli ovuli. Per garantirle la possibilità di diventare un giorno madre, c'era solo quella via, urgente ma anche dagli esiti incerti: prelevare direttamente una parte delle ovaie, e congelarla. I medici hanno reimpiantato i frammenti ovarici in due interventi in laparascopia. Con la prima operazione è stata preparata la sede che avrebbe ospitato i tessuti. "È stato come arare il terreno dove poi seminare", hanno spiegato i medici. Con il secondo, eseguito a tre mesi di distanza, i due frammenti di ovaio sono stati riposizionati e dopo alcuni mesi hanno attecchito. "Sono come resuscitati". E con loro è tornata l'ovulazione. Un miracolo? No. La procedura era sperimentale, spiegano i camici bianchi, ed è riuscita.

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di Veronica Riefolo
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