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Donzelli (Giovane Italia):"Solo strumentalizzazioni"

Torino: ricercatori e docenti sul tetto di Palazzo Nuovo


Torino: ricercatori e docenti sul tetto di Palazzo Nuovo
23/11/2010, 18:11

TORINO - Sono una trentina in tutto, tra studenti e ricercatori precari, e si sono posizionati sul tetto della sede delle facoltà umanistiche a Palazzo Nuovo per protestare contro i la riforma degli atenei attualmente discussa in Parlamento. Uno striscione, molto eloquente e con grande valore simbolico, recita:"Riportiamo in alto l'Università".
La protesta, comunque, non è stata portata avanti soltanto sul tetto delle facoltà ma anche per strada, attraverso un corteo organizzato proprio dagli studenti che si erano riuniti in assemblea a Palazzo Nuovo. Come riporta anche Liberonews, i manifestanti sono qualche centinaio e sfilano con esibendo lo striscione "siamo tutti indisponibili
". Il riferimento, come intuibile, è a tutti i ricercatori che si sono definiti indisponibili a proseguire la propria attività didattica attualmente non prevista formalmente dal punto di vista contrattuale.

DONZELLI:"CHI PROTESTA E' NEMICO DEGLI STUDENTI"
E sulle manifestazioni di vivo dissenza che negli ultimi messi hanno visto protagonisti docenti, ricercatori e studenti, si è espresso con durezza il portavoce nazionale della Giovane Italia e dirigente nazionale del PDL,
Giovanni Donzelli:"Gli studenti non sono certo rappresentati da quei pochi facinorosi che fanno da cani da guardia ai baroni contro la riforma del merito. - ha infatti dichiarato -. La riforma Gelmini accoglie le richieste storiche dei rappresentanti degli studenti, quelli veri, quelli democraticamente eletti negli organi d'Ateneo e al CNSU. Chi voterà contro la riforma dell'Università raccoglierà le simpatie dei centri sociali e dei ruffiani dei potentati accademici, ma si inimicherà gli studenti veri, quelli che tutti i giorni studiano e sono stufi di pagare le tasse per uno degli ultimi sistemi accademici del mondo sviluppato".
Donzelli ha poi rincarato la dose, osservando che "finalmente i professori dovranno dimostrare la propria presenza a lezione e all'orario di ricevimento, i Rettori non avranno più il mandato a vita, i ricercatori non saranno più costretti ad uno stato di precarietà fino alla pensione, finiranno i concorsi truccati e i finanziamenti saranno legati al merito". Ciò perchè "
gli studenti sono stufi di vedere sedi distaccate inutili, voragini nei bilanci, dipartimenti con interi corridoi con gli stessi cognomi sulle porte, inchieste sui concorsi, professori assenteisti che usano il titolo accademico solo sul biglietto da visita della professione privata, ricercatori capaci precari fino alla pensione perchè non raccomandati, Rettori che considerano l'Università come propria proprietà privata e studenti ruffiani che protestano a comando per difendere queste ingiustizie".
Concludendo la strenua difesa della riforma Gelmini, la Giovane Italia, ha lasciato intendere a chiare lettere il proprio auspicio:"La lobby baronale, trasversale agli scheiramenti in Aula, ha provato e proverà anche oggi a mitigare gli effetti rivoluzionari di questa riforma. Ci auguriamo che nessuno dei Parlamentari eletti nelle file del centrodestra si faccia strumento dell'oligarchia che ha ucciso il merito e inginocchiato le nostre Università".
Di sicuro, la riforma degli atenei, soffre di una strumentalizzazione esasperata sia per quanto riguarda i propagandisti del "no assoluto" e dello status quo, sia considerando gli innovatori improvvisati (e poco competenti) che militano nel centrodestra. Considerando tutte le innumerevoli querelle dei mesi scorsi, tra baroni-reazionari ed aziendalisti della cultura, chi viene penalizzato è sicuramente ancora una volta lo studente che è semplicemente interessato a studiare e a prendere un titolo che valga un po' più di zero; al di la di questioni politiche passatiste e finto-progressiste che non fanno altro che peggiorare una situazione già disastrosa.

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di Germano Milite
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