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L'ad Fiat nel mirino. La Digos: non si tratta di Br

Torino, stelle a cinque punte e scritte contro Marchionne


Torino, stelle a cinque punte e scritte contro Marchionne
09/01/2011, 20:01

TORINO - Pittura rossa, la stella a cinque punte ed una scritta che ha immediatamente fatto scattare l’allarme della Digos. L'incubo Br torna a soffiare sugli stabilimenti del Lingotto, poi la polizia esclude che si possa trattare di avvertimenti delle ultime colonne terroristiche rosse. 
Sono offese, quelle rivolte  a Sergio Marchionne, l'amministratore delegato di Fiat, nell’occhio del ciclone per i piani di rilancio dell’azienda torinese. Offese che partono con molta probabilità dall'area antagonista della sinistra, e che però gli inquirenti non trascurano, tenendo alta l'attenzione nel sottobosco dell'estremismo. 
La scritta è comparsa a Torino su un grande manifesto pubblicitario del centro, sul cavalcavia di corso Sommellier. Altre scritte sono state trovate, su due manifesti pubblicitari vicini al primo. "Marchionne fottiti", "Non siamo noi a dover diventare cinesi" e "ma i lavoratori cinesi a diventare come noi" si legge. Secondo gli investigatori della Digos della Questura torinese che seguono il caso la stella a cinque punte non può essere collegata immediatamente, in modo più o meno diretti, con presunte o sedicenti Brigate Rosse. Per gli investigatori, si tratta di "una simbologia forte", non così "inedita" neppure negli ultimi tempi, usata comunque per "alzare il tono" e per attirare la massima attenzione.
"Del resto - rilevano gli stessi investigatori - a livello istituzionale, politico e televisivo il dibattito sulla questione Fiat-Marchionne è a tinte forti e non ci si stupisce se qualcuno, soprattutto giovani o i cosiddetti antagonisti, cerchi di "calcare la mano".  "Il livello di attenzione da parte della Digos e delle forze dell'ordine in generale - riferiscono fonti investigative - è comunque alto, visto che siamo a pochi giorni dal referendum, di giovedì e venerdì, in cui i dipendenti si esprimeranno sull'accordo su Mirafiori firmato dai sindacati (esclusa la Cgil) e l'azienda".
Cgil e Fiom hanno espresso "la loro netta disapprovazione" per le scritte anti-Marchionne e ribadiscono "la loro netta condanna di ogni forma di violenza e di ogni forma di critica e di battaglia politica antidemocratica". Secondo i sindacati con le scritte sui manifesti si ripete "un antico copione, come in un brutto deja vu". "Il momento - affermano - è troppo delicato per dare spazio a provocazioni di qualsiasi natura e da qualsiasi parte provengano", continuano i sindacati. Alla vigilia del referendum di Mirafiori, Cgil e Fiom invitano quindi tutti i lavoratori che saranno coinvolti nella scelta e l'opinione pubblica in generale "a non cadere in trappole mediatiche o peggio folcloristiche". Intanto, prosegue da ore l'incontro tra le segreterie di Fiom e Cgil sull'accordo sullo stabilimento Fiat di Mirafiori. Sul tavolo la discussione sulle posizioni da tenere nei confronti della categoria dei metalmeccanici che insiste nell'impossibilità di firmare, anche solo con una sigla tecnica, l'accordo raggiunto con Fiat da Cisl, Uil, Ugl e Fismic. All'incontro, in un clima teso e difficile, partecipano in tutto 13 rappresentanti sindacali: 9 per la Cgil e 4 per la Fiom.
 

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di Davide Gambardella
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