Cronaca / Sangue

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Vittima al Cardarelli. Oplonti maglia nera dei feriti

Torre Annunziata, 12enne ferito da botto inesploso


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Torre Annunziata, 12enne ferito da botto inesploso
02/01/2010, 11:01

TORRE ANNUNZIATA - L’uso dei fuochi artificiali fa vittime anche oltre la pazza notte di San Silvestro. Ordigni inesplosi diventano mine vaganti per le strade di quartiere, con il rischio di aumentare il numero dei feriti. Stavolta è stato un ragazzino rumeno a rimetterci. Il giovane, 12anni, stava giocando con dei coetanei ieri pomeriggio in via Agricoltori, nel centro della città di Torre Annunziata. Avvicinatosi ai resti di un ordigno rudimentale, nel tentativo di raccoglierlo, lo ha visto esplodere tra le proprie mani. Un colpo forte, che gli ha gravemente ferito un arto. Il giovane è stato immediatamente soccorso dalla gente del posto, avvertita dai suoi compagni di giochi che alla vista della scena hanno lanciato l’allarme. Trasportato all’ospedale “Sant’Anna e Madonna della Neve” di Boscotrecase, le sue condizioni sono subito state preoccupanti. Necessario, pertanto, il trasferimento all’ospedale Cardarelli di Napoli, dove è tutt’ora in prognosi riservata ma rischia di perdere una mano. Il 12enne rumeno, regolarmente residente assieme alla sua famiglia a Torre Annunziata, è solo l’ultimo caso in questione nell’area vesuviana. Quella  oplontina resta la città più colpita dai botti. Pochi giorni fa il caso di un ragazzino di 17anni che ha perso una mano per lo scoppio di un petardo. Ma numerosissimi sono i feriti nell’intera regione Campania. In tutto 113, e non solo nella provincia napoletana. Incidenti anche nel salernitano, come a Pagani dove un 56 enne si è fratturato la mano destra. La quota annuale di feriti supera comunque quella dello scorso anno, quando le persone quanto il numero arrivò a 97. Ci fu allora l’aggravante di una vittima. Un uomo ucciso da un proiettile vagante, proprio nella città di Torre Annunziata. Paese, quello oplontino, che si avvale per l’ennesimo anno della maglia nera dei feriti da botti.

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di Salvatore Formisano
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