Cronaca / Droga

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22enne spacciava droga nella Provolera per conto dei Gionta

Torre Annunziata, arrestato cognato del boss Paduano


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Torre Annunziata, arrestato cognato del boss Paduano
13/04/2010, 13:04

TORRE ANNUNZIATA - Ancora un duro colpo assestato dai carabinieri di Torre Annunziata alla criminalità oplontina. Questa volta a fare i conti con la giustizia è un 22enne spacciatore. Non un volto qualsiasi, ma un vero astro nascente del clan Gionta. Si tratta di Michele Papa, giovane pusher del quartiere Provolera, famoso a Torre Annunziata per essere nientemeno che il cognato del nuovo boss, Salvatore Paduano. Papa è stato arrestato nella serata di ieri dai militari di piazza de Nicola che pattugliavano la zona di via Eolo, nella Provolera, area della città oplontina storicamente sotto il controllo della famiglia malavitosa dei “Chierchia” detti “Fransuà”, clan legato ai “Gionta”. Il giovane pusher, è stato bloccato dai militari dopo aver ricevuto da un centauro, allo stato non ancora identificato, una busta contenente dello stupefacente. Si tratta di 200 grammi di marijuana già suddivisa in dosi pronta per essere immessa sul mercato. Un traffico, quello degli stupefacenti, che il 22enne gestiva già da padrone del quartiere, sotto l’ala protettiva del boss. L’arresto di Papa è stato convalidato in mattinata dal Giudice per le indagini preliminari di Torre Annunziata, anche se il giovane è stato immediatamente scarcerato in quanto senza precedenti penali a carico. Resta ora in stato di libertà, anche se indagato a piede libero per il traffico di droga. Ma l’arresto di ieri rappresenta solo il primo mattone di un muro che i militari di Torre Annunziata stanno erigendo per mettere alle strette il neo boss dei Gionta. I carabinieri puntano all’arresto proprio di Salvatore Paduano, latitante del clan Gionta dal settembre 2009, figlio dell’ex boss Ciro, e nuovo capo della cosca camorristica dopo gli arresti dello scorso anno. La pattuglia che ha fermato il 22enne cognato, era nel quartiere per studiarne i movimenti. Non è escluso, dunque, che secondo i carabinieri, Paduano stia passando la sua latitanza nel posto più sicuro: “il quartiere di famiglia”.

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di Salvatore Formisano
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