Cronaca / Nera

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Hanno favorito la latitanza di esponenti di spicco del clan

Torre Annunziata: in manette 10 affiliati al clan Gionta


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Torre Annunziata: in manette 10 affiliati al clan Gionta
01/10/2010, 13:10


TORRE ANNUNZIATA - All’alba di questa mattina, i militari del nucleo investigativo del gruppo carabinieri di Torre Annunziata hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip di Napoli su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia nei confronti di 10 persone, di cui tre donne. L’accusa è di favoreggiamento personale nei confronti dei latitanti di maggiore spessore del clan catturati nell’ultimo anno e mezzo dagli stessi carabinieri, aggravato dal metodo mafioso in quanto finalizzato ad agevolare l’attività del clan Gionta egemone nel comune di Torre Annunziata. L’operazione coordinata dalla Dda del capoluogo campano è il frutto delle indagini sviluppate dal nucleo investigativo da gennaio 2009 a giugno 2010, i cui risultati hanno portato alla cattura di 5 ricercati di maggiore spessore dell’operazione Alta Marea condotta il 4 novembre del 2008 proprio contro il clan Gionta ed in particolare: Gaetano Di Ronza, il 20 agosto del 2009; Vincenzo Ambrosino, il 16 settembre del 2009; Michele Palumbo il 23 settembre del 2009; il ottobre 2009 Ciro Nappo, reggente del clan al momento dell’arresto; il 28 giugno Umberto Onda, reggente del clan al momento dell’arresto ed inserito nell’elenco dei 100 ricercati più pericolosi d’Italia. L’insieme degli elementi probatori emersi nelle singole indagini ha consentito di individuare le reti di connivenza e di supporto a carico di favoreggiatori dei citati latitanti, i cui esiti hanno originato il provvedimento dell’autorità giudiziaria. A finire in manette: Anna Lanzieri classe ‘82, Carmela Lanzieri classe ‘83, Carmine Guerriero classe ‘80, Domenico Cirillo classe ‘76, Francesco Immobile classe ‘86, Anna Izzo classe ‘71, Giovanni Galasso classe ‘69, Vittorio Izzo classe ‘74, Elio Matteoli classe ‘56 e Cristiano Calamai classe ‘82. 

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di Antonella Losapio
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