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Raffaele Pastore disse no alla camorra

Torre Annunziata ricorda l'uomo coraggio


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Torre Annunziata ricorda l'uomo coraggio
24/11/2009, 11:11

TORRE ANNUNZIATA - 23 Novembre 1996: tremano le vetrine di un negozio di mangimi a Torre Annunziata in via Carminiello, infrante da otto colpi di pistola, una calibro 7,65. Erano da poco passate le 18.30, quando Raffaele Pastore, titolare del negozio dell’esercizio commerciale e sua madre, una donna di 66 anni, si trovavano nel loro negozio intenti al lavoro. D’un tratto due uomini entrarono a viso coperto ed iniziarono a sparare all’impazzata riversando il contenuto del caricatore sui due. Non ci furono speranze: la condanna inequivocabile come la firma degli autori: la camorra. Raffaele Pastore è stato l’uomo che in una terra incandescente ed infuocata come quella oplontina ha avuto il coraggio di dire no; di dire basta e di ribellarsi ad un sistema che non appartiene agli uomini liberi; un sistema di morte che distrugge e spegne progressivamente la vita; l’uomo che con determinazione si era rifiutato di pagare il pizzo alla mala cittadina. 13 anni dopo, in quello stesso giorno, davanti alle saracinesche abbassate di quello che un tempo era un negozio di mangimi, il primo cittadino Giosuè Starita ha piantato un albero d’ulivo in segno di rinascita e di cambiamento. Durissime le parole quasi congiunte della moglie e del Presidente del movimento antiracket contro la categoria dei commercianti totalmente assente come se la faccenda non fosse anche e soprattutto di loro interesse. Ieri sera alle 19,00 nella parrocchia di S.Teresa in piazza Cesaro una messa in suffragio dell’uomo coraggio.

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di Salvatore Perillo
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