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L’uomo potrebbe rivelare i segreti dei Gionta

Torre Annunziata, un nuovo pentito fa tremare i clan


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Torre Annunziata, un nuovo pentito fa tremare i clan
07/05/2010, 15:05

TORRE ANNUNZIATA – Trema il clan Gionta di Torre Annunziata. Un nuovo collaboratore di giustizia potrebbe rivelare i segreti dell’organizzazione criminale operante sul territorio oplontino.
E’, infatti, di qualche giorno fa la notizia di un pentito che avrebbe deciso di raccontare agli inquirenti tutto quello che sa, con particolare riferimento al traffico internazionale di stupefacenti. Non si tratterebbe di uno dei vertici del clan di Torre Annunziata ma comunque di un personaggio con importanti funzioni di narcotrafficante e in contatto con diversi esponenti del mondo criminale torrese.
L’uomo, detenuto in un carcere napoletano per scontare dieci anni di reclusione per traffico di droga ed armi, è stato trasferito in un luogo segreto e sottoposto a regime di protezione. Programma che, invece, i familiari del neo pentito hanno rifiutato, dissociandosi in questo modo dalla scelta del congiunto. Tuttavia, le forze dell’ordine, hanno comunque scelto di predisporre un servizio di vigilanza nei loro confronti.
L’ex narcos, finì in manette nel corso di un blitz nel 2008. L’uomo, che all’epoca era incensurato, fu accusato di aver partecipato ad un traffico internazionale di cocaina, marijuana e hashish dall’Olanda e dalla Spagna.
Ad incastrarlo contribuirono una serie di intercettazioni ambientali effettuate anche a Palazzo Fienga, roccaforte dei Gionta.
Ma il clan dei Valentini non era il suo unico riferimento nel business della droga. Il neo pentito aveva anche importanti contatti con altre organizzazioni criminali, tra cui i Gallo-Cavalieri e i De Simone di Torre Annunziata e alcuni clan di Pompei, Scafati e dell’hinterland vesuviano.
Un ruolo “super partes”, dunque, nell’organizzazione dei viaggi e dei trasporti della polvere bianca che ha permesso, al collaboratore di giustizia, di conoscere tutti i meccanismi di approvvigionamento delle sostanze stupefacenti, i nascondigli e gli interlocutori fuori dai confini italiani.
Le sue dichiarazioni quindi potrebbero essere preziose per gli inquirenti per svelare tutti i retroscena delle inchieste, al momento in corso, sul mondo criminale dell’area vesuviana.

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di Elisa Scarfogliero
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