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I familiari dell’uomo trasferiti in un luogo segreto

Torre del Greco: scissionista pentito, tremano i clan


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Torre del Greco: scissionista pentito, tremano i clan
11/03/2010, 16:03

TORRE DEL GRECO – Sarebbe pronto a rivelare tutti i segreti della faida di camorra a Torre del Greco. Si tratta di un pregiudicato finito in manette nei mesi scorsi insieme a boss e gregari della criminalità organizzata torrese.
Una decisione che rischia di far saltare i già fragili equilibri tra le due principali organizzazioni criminali che si contendono il controllo del territorio: i fedelissimi dello storico boss Giuseppe Falanga, detto “‘o struscio” e gli scissionisti del quartiere San Gennariello. E proprio uno degli esponenti dell’ala separatista del clan, avrebbe deciso di tagliare i ponti col passato e di collaborare con la giustizia.
Le indagini della direzione distrettuale Antimafia potrebbero dunque contare sulla collaborazione del pregiudicato arrestato mesi fa e che, proprio nel carcere di Poggioreale dove era stato rinchiuso insieme agli altri affiliati al clan torrese, avrebbe maturato la scelta di pentirsi. Una decisione rimasta segreta almeno fino allo scorso fine settimana quando, gli agenti di polizia e gli uomini dell’Esercito, hanno prelevato dalle palazzine popolari di Sant’Antonio, il rione bunker degli scissionisti, la moglie e la figlia dell’uomo, accompagnandole in un posto sicuro per evitare possibili ritorsioni da parte della malavita organizzata.
Sarebbe dunque questa la prova concreta dell’effettiva volontà del pregiudicato di collaborare con la giustizia. L’uomo, secondo indiscrezioni, non sarebbe un semplice fiancheggiatore ma un importante punto di riferimento dell’ala separatista del clan di Torre del Greco, a conoscenza quindi di particolari che potrebbero rivelarsi fondamentali per le indagini degli inquirenti sulla faida di camorra nella città del corallo. Una guerra interna che da tre anni ha lasciato una lunga scia di sangue. A partire dall’omicidio del boss Luciano Loffredo, ucciso nell’ottobre del 2006 in via Circumvallazione, fino all’ultimo eccellente agguato in cui perse la vita Gaetano Di Gioia, freddato nel maggio dello scorso anno nei pressi della basilica di Santa Croce. In quel caso la sentenza di morte fu scritta proprio dagli scissionisti di San Gennariello che volevano subentrare al vecchio boss in particolare nella gestione del racket delle estorsioni sul territorio cittadino.

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di Elisa Scarfogliero
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