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Operazione contro la cosca Lo Giudice a Reggio Calabria

Tradì marito mentre era in carcere. Uccisa dai parenti


Tradì marito mentre era in carcere. Uccisa dai parenti
15/04/2012, 17:04

REGGIO CALABRIA – Tradì il marito, un boss, mentre lui era detenuto. A distanza di 18 anni, salta fuori la verità sulla morte di Angela Cosentino, moglie del boss Lo Giudice. Angela, madre di 4 figli, fu assassinata nel lontano 1994 a Reggio Calabria.
Grazie alla rivelazione di alcuni pentiti, tra cui Maurizio Lo Giudice, fratello del boss Nino anch’esso pentito, la squadra mobile reggiana ha scoperto i tre presunti responsabili dell’omicidio della Cosentino, arrestati nell'ambito dell'operazione che ha portato stamattina all'esecuzione di 12 ordinanze di custodia cautelare nell'ambito di due distinte operazioni e di un'indagine coordinata dalla procura distrettuale antimafia del capoluogo reggino.
I tre presunti colpevoli, sono stati arrestati con l’accusa di  associazione mafiosa, intestazione fittizia di beni, omicidio e occultamento di cadavere. Inoltre, l'operazione ha portato anche al sequestro di beni per circa cinque milioni di euro.
Accusati dell'omicidio sono Vincenzo Lo Giudice, 51 anni, fratello di Nino e considerato uno dei capi della cosca; il cognato Bruno Stilo (51 anni) e il nipote Fortunato Pennestrì (38 anni). Angela Costantino era la moglie del pregiudicato Pietro Lo Giudice, 46 anni, figlio del boss Giuseppe e fratello di Vincenzo e considerato uno dei principali protagonisti della guerra di mafia registratasi a Reggio Calabria tra la metà degli anni '80 e l'inizio degli anni '90. Giuseppe Lo Giudice e' stato a sua volta ucciso in un agguato nel 1990.
Secondo ciò che è emerso dalle indagini, la donna, scomparsa mentre si stava recando a trovare il marito detenuto nel carcere di Palmi, fu uccisa perché avrebbe avuto una relazione extraconiugale mentre il marito era detenuto. Comportamento che avrebbe indotto i capi della cosca Lo Giudice a ordinarne l'uccisione. Due giorni dopo la scomparsa della donna, a Villa San Giovanni (Reggio Calabria), fu trovata l'automobile (una Fiat Panda) alla guida della quale la donna si stava recando da Reggio Calabria a Palmi.

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di Erika Noschese
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