Cronaca / Giudiziaria

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Ma il giudice l'ha fissato tra un anno, prescrizione vicina

Tradito dal tatuaggio, processato carabiniere per botte a No Tav


Immagine di repertorio
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18/02/2014, 17:38

TORINO - Nonostante tutti gli sforzi, questa volta la prova era troppo evidente: una serie di foto che mostrano un poliziotto con un particolare tatuaggio sul braccio sinistro, nella parte interna. E quindi la Procura di Torino è stata costretta a procedere con la citazione a giudizio. 

Infatti, come denunciò tempo fa il Procuratore Generale di Milano, mentre quando si devono processare dei manifestanti si fa di tutta l'erba un fascio (il fatto di essere in zona significa essere colpevoli automaticamente), con i poliziotti si deve giungere ad una identificazione precisa. Cosa impossibile di solito, dato che le divise sono tutte uguali e non si sono mai volute tutelare le persone dalle violenze indiscriminate commesse dalle forze dell'ordine.

Ma in questo caso, c'è il tatuaggio che tradisce il poliziotto che, insieme a qualche decina di colleghi, ha afferrato due attivisti No Tav che non stavano facendo niente di male, li trascina all'interno della recinzione e poi, insieme ai suoi colleghi (nessuno dei quali è stato identificato, ovviamente, come sempre accade) li prendono a calci e a manganellate in maniera selvaggia.

Ma se qualcuno pensa che ci possa essere una condanna, si sbaglia: la prima udienza sarà tra oltre un anno, e quindi la prescrizione sarà vicinissima.

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di Antonio Rispoli
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