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Cinque stabiesi e un marocchino. Il capo era una donna

Traffico di minori a Castellammare, 6 rinvii a giudizio


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Traffico di minori a Castellammare, 6 rinvii a giudizio
16/01/2010, 10:01

CASTELLAMMARE DI STABIA – Sei rinvii a giudizio emessi dal Tribunale di Torre Annunziata per traffico di minori. I comuni di Castellammare di Stabia e Scafati, su cui correva il traffico di bambini, si macchiano di un peccato imperativo. Nell’occhio del ciclone sono finiti cinque cittadini stabiesi ed un extracomunitario. I cinque italiani rispondono al nome di: Giosuè Di Palma, 50anni, Antonietta Carnevale, moglie del Di Palma di anni 38, Mario Giordano e Angela Fontana, marito e moglie di anni 57, e Luigia Giordano, di 59anni.
La prima coppia di coniugi, Di Palma e Carnevale, è stata protagonista principale del traffico di minore. La coppia ha acquistato, per il vergognoso prezzo di 4mila euro, una neonata di origini marocchine dalle mani del padre, tale Youssef Eddaqqad, il quale aveva costretto la coniuge Aichè a vendere il frutto del suo rapporto coniugale. L’operazione fu favorita da Luigia Giordano che, a quanto pare, gestiva un vero e proprio commercio di minori nella città stabiese e nei comuni limitrofi. Allo scambio parteciparono anche Mario Giordano e Angela Fontana, su cui ora pende l’accusa di favoreggiamento. Ma, secondo le ricostruzioni fatte in tribunale, sarebbe stata la Giordano ad aver fatto incontrare la coppia, desiderosa di “adottare” un figlio, con il genitore marocchino, per trattare il prezzo di vendita, poi fissato ai 4mila euro in contanti. Dopo il pagamento, Antonietta Carnevale si era recata al Comune di Castellammare per dichiarare, sotto falso atto di nascita, di aver partorito la piccola di nome Nadia all’ospedale di Nocera Inferiore. Un procedimento a cui l’organizzatrice, la Giordano, era abituata. La 59enne di Sant’Egidio di Monte Albino, era già nota alle forze dell’ordine per aver tentato, anni fa, di vendere una bambina rom ad una coppia di Napoli in cambio di 7mila euro contanti. Stavolta lo scambio minore-soldi non l’è andato a buon fine. Ruolo rilevante nelle indagini della magistratura è stato quello della madre naturale della piccola Nadia, Aichè. La donna, combattendo pure le pressioni psicologiche del marito e desiderosa di rivedere sua figlia, ha denunciato il fatto ai carabinieri della compagnia di San Valentino Torio, da cui sono partite le indagini.

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di Salvatore Formisano
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