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Esportavano all’estero indumenti usati e farmaci scaduti

Traffico illecito di rifiuti, 32 arresti in Campania

L’inchiesta riguarda anche finte Onlus

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Traffico illecito di rifiuti, 32 arresti in Campania
06/05/2013, 12:24

NAPOLI – Vasta operazione nella notte dei Carabinieri del NOE con un incredibile ed articolato traffico illecito di rifiuti di cui alcuni altamente nocivi. Sono 32 le ordinanze di custodia cautelare eseguite dagli uomini dell’arma al termine dell’inchiesta della DDA partenopea che oltre ad individuare alcune aree in regione dove i rifiuti venivano assemblati, ha proceduto al sequestro di aziende e mezzi per un valore complessivo di oltre 10milioni di euro. Durante le indagini, avviate nel 2011 e coordinate dal Procuratore aggiunto di Napoli Francesco Greco, con intercettazioni telefoniche e controlli sul territorio, i Carabinieri hanno ricostruito l'attività di tre contesti associativi che operavano nel Napoletano, nel Casertano, nel Beneventano e nell'Avellinese. Si trattava in particolare di rifiuti tessili e indumenti usati insieme a escrementi, farmaci scaduti e cibi avariati, prelevati in Germania e venduti in Africa, America Latina e Asia, in particolare in Tunisia, Bolivia e India. Questo uno dei tre filoni dell'inchiesta della Dda di Napoli che ha condotto all’operazione di questa notte. Questa sorta di business, secondo quanto accertato dagli uomini del NOE avveniva su vasta scala. Un altro filone di inchiesta riguarda l'attività di presunte false Onlus non profit e, per lo più, imprese e associazioni che operano nel settore della raccolta illecita dei rifiuti in Campania che, in alcuni casi, utilizzavano secondo le indagini anche segni e richiami alla carità cristiana e facevano leva sull'opera umanitaria delle associazioni. Con questo espediente alcune delle persone indagate erano riuscite ad ottenere dai Comuni l'affidamento diretto del servizio di raccolta di indumenti usati, fino ad arrivare a una sorta di diritto di esclusiva in quei comuni. I Carabinieri hanno anche ricostruito l’attività di alcune famiglie che, senza alcuna autorizzazione, raccoglievano indumenti usati, rivendendo quelli in migliori condizioni e abbandonando gli altri nei cassonetti dell'immondizia.

 

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di Rosario Lavorgna
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