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Si era allontanato ieri sera da casa: "Vado a fare footing"

Tragedia a Napoli, muore 20enne nel bosco di Capodimonte


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Tragedia a Napoli, muore 20enne nel bosco di Capodimonte
25/08/2011, 18:08

NAPOLI - Si era allontanato ieri intorno alle sei di pomeriggio. L'ultimo saluto ai suoi, poi il solito allenamento al bosco di Capodimonte. Quasi una routine, quella di andare a correre. Ma Antonio Barbatelli, 20 anni, di Napoli, a casa non è mai più tornato. E' morto a seguito di un volo di più di dieci metri, cadendo in uno dei tanti burroni presenti nel parco. Un parco pericoloso, dove mancano le barriere che dovrebbero limitare l'ingresso ad alcune zone off limits.
L’allarme per la scomparsa del 20enne di via Atri, cuore del centro storico di Napoli, era scattato nella tarda serata di ieri: i primi annunci apparsi su Facebook, poi i volantini con una foto attaccati davanti all’entrata del bosco di Capodimonte. Antonio non era nuovo alle corse nel parco: un ragazzo riservato e schivo, secondo chi lo conosceva, che più volte aveva percorso i viali del bosco per tenersi in allenamento con un po’ di jogging. Poco dopo le sette di sera sarebbe avvenuta la tragedia: il ragazzo percorre uno dei viali dove sono presenti i burroni del parco. Budelli che dovrebbero essere chiusi al pubblico, ma dove mancano recinzioni e transenne. Probabilmente perde l’equilibrio proprio nel punto in cui la discesa diventa più ripida, finendo rovinosamente in uno dei burroni profondi più di dieci metri. Un volo che non lascia scampo. Antonio muore così dopo una lenta agonia, e a ritrovare il corpo esanime è stata una coppia di fidanzati che ha dato subito l’allarme.  
 Lo strazio dei parenti di Antonio, il dolore della madre, alcuni atleti che si trovavano nelle vicinanze hanno fatto da corollario ai rilievi degli esperti della Scientifica.
 
Un bosco pericoloso, il polmone verde di Capodimonte. Un luogo dove più di dieci anni fa si verificò un’altra tragedia, quando a perdere la vita fu una giovane donna colpita da una frana nei pressi della grotta di Maria Cristina. Da allora le insidie nel parco sono aumentate. E la Procura ha immediatamente aperto un fascicolo per fare chiarezza sulla tragica vicenda.

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di Davide Gambardella
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