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Firmato il decreto sulle rotte navali sicure

Tragedia al Giglio: addio usanza dell’inchino in mare

Da oggi le navi grosse a 2 miglia dalle aree protette

Tragedia al Giglio: addio usanza dell’inchino in mare
01/03/2012, 17:03

ISOLA DEL GIGLIO - Addio usanza dell’inchino in mare. Mentre la nave Costa Concordia resta riversa su un fianco agli scogli dell’isola del Giglio, i ministri Corrado Clini e Corrado Passera hanno deciso di apporre la loro firma al ribattezzato “decreto anti-inchini”. Il testo traccia alcune regole riguardanti le rotte delle navi: a partire da oggi le imbarcazioni di grossa stazza devono navigare ad almeno due miglia dai confini delle aree marine protette e alle stesse viene vietato l’uso di fare il famoso “inchino”.
Nel testo sono previste inoltre norme specifiche per la salvaguardia del “santuario per i mammiferi marini”, che in Italia comprende le aree di mare antistanti la Liguria, la Toscana e la Sardegna: nello specifico, le navi cargo sono ora legate all’obbligo di fissare bene i carichi che trasportano, al fine di evitare di perderli durante la navigazione. Infine, il decreto prevede anche regole per la laguna di Venezia: nello specifico vieta il passaggio delle navi di stazza superiore a 40 mila tonnellate nel Canale della Giudecca e nel bacino di San Marco. Questi limiti partiranno nel momento in cui saranno identificate vie alternative.
La necessità di un decreto che potesse garantire maggiore sicurezza alle rotte navali, vale la pena ricordarlo, è emersa dopo l’incidente della Costa Concordia proprio all’imboccatura del porto dell’isola del Giglio e a causa, in primis, dell’usanza dell’inchino.

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di Antonio Formisano
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