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Tragedia area Asi Caivani, comucato unitario sindacati


Tragedia area Asi Caivani, comucato unitario sindacati
22/02/2012, 14:02

La grave tragedia accaduta ieri nell’area ASI di Caivano presso l’ex stabilimento CIRIO, oggi Effequattro spa, con un infortunio mortale sul lavoro, rappresenta il culmine nefasto di una brutta vertenza nel comparto conserviero ed agroalimentare in regione. E’ quanto affermano Ricci, Saggese e Fattoruso segretari di categoria di CGIL CISL UIL di Napoli. La Effequattro spa, aveva nel 2008, acquisito il sito da Conserve Italia favorendo lo scippo dello storico marchio Cirio a vantaggio del colosso cooperativistico e le OO.SS. con una vertenza ancora in corso avevano osteggiato quella operazione. Con regolare denuncia alla Procura della Repubblica di Napoli le OO.SS. hanno denunciato già l’anno scorso i connotati non chiari dell’operazione definita di pirateria industriale: acquisizione e vendita del marchio e del sito, momentanea assunzione dei 100 lavoratori fissi e 600 stagionali e successivo licenziamento e cessazione attività dello stesso ad aprile 2011. Proprio in queste ore i legali di CGIL CISL UIL stanno depositando gli atti giudiziari al Tribunale di Napoli che oltre all’impugnativa dei licenziamenti illegittimi riporta la denuncia del fatto che la Effequattro spa ha fittiziamente cessato e chiuso la fabbrica di Caivano: le produzioni continuavano. Il decesso del povero lavoratore infatti  –continuano Ricci, Saggese e Fattoruso – dimostra infatti che un’azienda dichiarata cessata con accordi istituzionali presso la Regione Campania e avversata dai lavoratori e sindacati continuava illecitamente nel chiuso dell’area industriale a effettuare chissà quali attività. La Magistratura farà certamente chiarezza. Licenziare e fingere di dismettere un’attività per poi continuarla credendo nell’impunità e nell’impotenza degli organi di vigilanza e controllo è una pratica che il sindacato non ha mai consentito e non consentirà nemmeno a titolari di marchi prestigiosi: il lavoro, il costo stesso e la crisi del settore non vanno affrontati o aggirati con pratiche illegali.

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di Redazione
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