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Tragedia del bus, indagate tre persone

L'ipotesi di reato è di concorso in omicidio colposo plurimo

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Tragedia del bus, indagate tre persone
01/08/2013, 11:32

AVELLINO – Continuano le indagini sulla strage di Monteforte Irpino, che ha provocato la morte di 38 persone. Sono tre le persone iscritte nel registro degli indagati: Gennaro Lametta, titolare della ditta proprietaria del bus che si è schiantato, nonché fratello dell’autista Ciro, deceduto nello schianto. E poi ancora due persone appartenenti alla Società Autostrade. Le ipotesi di reato per le quali procede la Procura sono di concorso in omicidio colposo plurimo e disastro colposo. Le indagini, coordinate dal procuratore di Avellino, Rosario Cantelmo, sono concentrate anche sulle condizioni della barriera new jersey di cemento che non ha retto all'impatto con il bus. Ma la Procura indaga anche sulle condizioni dell'autobus che, benché sottoposto a cicliche revisioni, aveva percorso più di 800mila km dall'immatricolazione. Sarà un nuovo collegio di consulenti che il capo degli inquirenti avellinesi, Rosario Cantelmo, si appresta a nominare con il compito di ricostruire nel dettaglio la ''vita'' dell'automezzo, in circolazione dal 1995 e reimmatricolato nel 2008 a verificare se il bus rispondeva ai requisiti di sicurezza. Nei prossimi giorni, gli inquirenti dovrebbero ascoltare, oltre agli indagati, anche i titolari della ''Mondo Viaggi'', l'agenzia di Giugliano che aveva venduto il pacchetto vacanza. Sul tavolo del procuratore Cantelmo ci sono anche i pareri degli esperti sul cosiddetto ''new Jersey'', il tipo di guardrail importato dagli Stati Uniti: sostengono che a causa della sua bassa altezza rispetto al baricentro di un mezzo pesante, anziché trattenere sulla carreggiata il veicolo contribuirebbe a farlo ribaltare. Un altro filone investigativo si appresta intanto a trovare le prime risposte. In queste ore, la Polstrada di Avellino consegnerà agli inquirenti la relazione sui pezzi di parti meccaniche, che apparterrebbero al pullman, staccatesi oltre un chilometro prima del fatale impatto con il guardrail: si tratta di due pezzi recuperati sulla carreggiata che dovrebbero essere parti dell'impianto di trasmissione, la cui rottura potrebbe aver tranciato i tubi dell'aria che consentono il funzionamento dei freni e del freno-motore. In particolare, si tratta di stabilire se si è trattato di un cedimento strutturale o della conseguenza dei tamponamenti con almeno quindici auto in transito o anche della lunga strisciata sul muro di contenimento dell'autostrada, messa in atto per fermare la corsa del mezzo. La procura formalizzerà l'incarico per l'autopsia sul corpo di Ciro Lametta all'anatomo-patologo Carmen Sementa non appena sarà completato l'iter delle notifiche alle parti, che sono quasi trecento. Il sindaco di Pozzuoli Vincenzo Figliolia ha fatto sapere che il Comune di Pozzuoli si costituirà parte civile insieme con le famiglie delle vittime dell'incidente stradale. 

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di Redazione
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